Un caso che sta suscitando forte polemica politica e sociale in Sicilia riguarda la restituzione di milioni di euro di fondi statali destinati all’assistenza delle persone con disabilità grave. La Regione Siciliana non sarebbe riuscita a spendere circa 5 milioni di euro del Fondo nazionale “Dopo di Noi”, previsti per sostenere progetti di autonomia e assistenza per persone con disabilità prive di supporto familiare. Di questi, circa 1,5 milioni di euro sarebbero da restituire allo Stato per mancata programmazione e utilizzo entro i termini previsti.
Cos’è il Fondo “Dopo di Noi”
La legge 22 giugno 2016, n. 112, conosciuta come “Dopo di Noi”, prevede l’istituzione di un Fondo nazionale per l’assistenza delle persone con disabilità grave prive di sostegno familiare.
Ogni Regione ha l’obbligo di programmare interventi personalizzati di assistenza, inclusione sociale e abitativa per queste persone, utilizzando le risorse assegnate dallo Stato.
Fondi non spesi e restituiti
Circa 5 milioni di euro stanziati per questa finalità non sarebbero stati utilizzati dalla Regione Siciliana entro i termini previsti e parte di questi fondi deve ora essere restituita allo Stato.
La Regione, attraverso la propria amministrazione, avrebbe attribuito in parte la responsabilità ai Comuni e ai ritardi nella programmazione dei progetti.
Faraone: “Fallimento politico e amministrativo”
Davide Faraone, vicepresidente di Italia Viva, tra i promotori della legge “Dopo di Noi”, accusa il governo siciliano:
“Restituire questi fondi significa voltare le spalle a migliaia di famiglie siciliane, lasciarle sole. Quanti casi di omicidi-suicidi dobbiamo leggere ancora sui giornali per comprendere il dramma? Da anni l’Assessorato regionale alla Famiglia non riesce a spendere risorse disponibili, nonostante una domanda enorme sul territorio. È l’effetto di un sistema bloccato, in cui la Sicilia è ancora priva di una vera riforma sociosanitaria. Siamo nelle mani di dilettanti allo sbaraglio che non sanno nemmeno rendicontare e giocano con la disperazione delle famiglie. Ancora più grave è che oggi l’Assessorato sia guidato direttamente dal Presidente della Regione: nonostante questo, perde 5 milioni di euro destinati ai più fragili. Restituiti come se non servissero, senza alcun pudore. Non siamo di fronte a un semplice errore amministrativo ma a un fallimento conclamato. E quando si fallisce sui diritti delle persone con disabilità non si merita comprensione, né indulgenza, né altre chance. Si merita solo di essere mandati a casa”.
Le conseguenze per le famiglie
La mancata attivazione delle risorse comporta un ritardo concreto nella realizzazione di servizi domiciliari, sostegno alla vita autonoma e progetti personalizzati per persone che, una volta venuti meno i caregiver familiari (genitori o tutori), rischiano di non avere un adeguato supporto pubblico.
Una legge con ritardi persistenti
La legge “Dopo di Noi” è stata concepita per affiancare le famiglie lungo tutto il corso della vita delle persone con disabilità, con l’obiettivo di supportare la progettazione di percorsi di autonomia e di tutela quando vengono meno i caregiver familiari.
Il problema della mancata programmazione e dell’inefficiente utilizzo dei fondi non è un fenomeno isolato, ma si inserisce in un quadro più ampio di difficoltà nella spesa delle risorse del welfare in alcune realtà regionali italiane.
Dotazione del Fondo “Dopo di Noi” per la Sicilia
La legge 112 del 2016 istituisce un Fondo nazionale per l’assistenza alle persone con disabilità grave prive di sostegno familiare.
Secondo i dati ufficiali della Conferenza delle Regioni, nel 2023 sono stati ripartiti 76,1 milioni di euro del Fondo tra tutte le Regioni italiane. Per la Sicilia la quota assegnata è stata pari a 6.346.740 euro.
Ogni Regione deve poi adottare piani e progetti per poter spendere effettivamente queste risorse nei tempi previsti dalla normativa.
Cifre assegnate e inutilizzate
Dal 2016 al 2023 il Fondo nazionale ha stanziato complessivamente circa 466 milioni di euro per tutte le Regioni italiane, con la Sicilia che ha ricevuto assegnazioni per oltre 46,3 milioni nello stesso arco temporale.
Di questi 46,3 milioni assegnati alla Sicilia, circa 35 milioni sono rimasti inutilizzati o non richiesti/rendicontati dai distretti socio-sanitari e quindi sono rimasti nelle casse del Ministero senza trasformarsi in progetti concreti sul territorio.
Ciò significa che meno di un terzo delle risorse disponibili è stato effettivamente impegnato o tradotto in progetti reali, mentre la gran parte resta bloccata per motivi amministrativi, organizzativi o di mancata programmazione.
Perché si restituiscono i fondi allo Stato
La legge nazionale sul “Dopo di Noi” e i regolamenti attuativi prevedono che le Regioni:
– ricevano una quota annuale di risorse dal Fondo nazionale;
– definiscano Piani regionali di intervento per attivare servizi individualizzati;
– realizzino concretamente i progetti tramite distretti sanitari, Comuni o altri enti;
– rendicontino la spesa entro i termini fissati dalla normativa.
Se una Regione non raggiunge almeno il 75% di spesa impegnata o rendicontata per determinate annualità, le risorse non utilizzate non possono essere spese e tornano allo Stato centrale (o vengono destinate ad altri programmi). Questo è quanto accaduto con parte dei fondi assegnati alla Sicilia negli ultimi anni.
Cosa significano i numeri
I dati dimostrano che le risorse non sono mancate: lo Stato ha stanziato fondi consistenti per l’assistenza e l’autonomia delle persone con disabilità grave.
La capacità di programmazione e spesa della Regione Siciliana è risultata insufficiente o ritardata, causando accumuli di fondi non spesi e, in alcuni casi, la restituzione di denaro allo Stato.
Questa situazione ha un impatto concreto su famiglie e persone vulnerabili, che restano in attesa di servizi e progetti che dovrebbero garantire sostegno e autonomia dopo la perdita del supporto familiare.