Eccellenza, accuse incrociate tra Licata e San Vito Lo Capo
Una partita durata solo 45 minuti. Poi il vuoto, le porte degli spogliatoi chiuse e una decisione clamorosa: il San Vito Lo Capo non rientra in campo per il secondo tempo.
È quanto accaduto ieri allo stadio “Dino Liotta” nel big match del campionato di Eccellenza tra il Licata, capolista, e i sanvitesi, terzi in classifica. Il risultato, al termine del primo tempo, era fermo sullo 0-0.
Adesso la vicenda è affidata al referto arbitrale e alle decisioni del Giudice Sportivo. Ma intanto volano accuse pesanti tra le due società.
La decisione del San Vito: “Aggressioni fisiche e verbali”
Nel proprio comunicato ufficiale, l’ASD Città di San Vito Lo Capo parla di “episodi di grave tensione” avvenuti nel tunnel che conduce agli spogliatoi.
Secondo la ricostruzione del club trapanese, ci sarebbe stata un’aggressione fisica e verbale ai danni di alcuni tesserati: il mister, un dirigente e i calciatori Bulades, Petrullo, Ndaye, Ramallo e Conventi.
La società sostiene che non vi fossero più “le condizioni di sicurezza e serenità psicologica” per proseguire l’incontro. Da qui la scelta, condivisa tra capitano, presidente Vito Battaglia e squadra, di non tornare in campo per la ripresa.
Il San Vito respinge inoltre qualsiasi accusa di atteggiamenti provocatori, precisando che il raduno a centrocampo al termine del primo tempo è una consuetudine adottata in ogni partita.
La replica del Licata: “Nessuna aggressione”
Di tutt’altro tenore il comunicato del Licata Calcio, che nega categoricamente qualsiasi episodio violento.
La società gialloblù parla di “normali scambi verbali riconducibili alla consueta dinamica e tensione agonistica” e afferma che nel tunnel degli spogliatoi non si sarebbe verificata alcuna aggressione.
Il Licata sottolinea di essere regolarmente rientrato in campo per il secondo tempo, apprendendo con sorpresa la decisione degli avversari di non proseguire la gara.
In merito alle presunte carenze di sicurezza, il club ribadisce che il servizio d’ordine al “Dino Liotta” fosse “adeguato e conforme agli standard previsti”, ringraziando pubblicamente le Forze dell’Ordine e gli addetti alla sicurezza.
Una vicenda tutta da chiarire
Al momento non risultano provvedimenti ufficiali. La partita, sospesa di fatto dopo l’intervallo, sarà oggetto di valutazione da parte del Giudice Sportivo sulla base del referto arbitrale.
In casi del genere il regolamento può prevedere la sconfitta a tavolino per la squadra che non si presenta in campo, ma molto dipenderà dall’accertamento dei fatti e dall’eventuale riconoscimento di situazioni che abbiano realmente compromesso la sicurezza.
Di certo resta l’amarezza per un big match di alta classifica che avrebbe dovuto parlare solo di calcio e che invece si è trasformato in un caso destinato a far discutere per giorni.
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