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23/02/2026 06:00:00

"Incompatibile con la natura". Perchè è stato bocciato il progetto turistico di Macari

Macari resta natura. Almeno per ora. Il progetto del Comune di San Vito Lo Capo per la gestione dei servizi turistici e balneari nelle aree di Macari e Castelluzzo ha incassato un parere negativo netto da parte del Dipartimento regionale “Riserve naturali, aree protette e turismo ambientale”.

 

Un altolà chiaro, messo nero su bianco: l’intervento “non è compatibile con la naturalità dei luoghi, con le finalità di istituzione delle aree naturali protette, con i piani di gestione né tantomeno con le misure di conservazione da attuare”.

Il progetto – già al centro di forti polemiche e di una raccolta firme da migliaia di adesioni– prevedeva, tra aprile e ottobre, la realizzazione di grandi aree parcheggio (fino a 20-25 mila metri quadrati ciascuna), strutture temporanee per eventi estivi e un “teatro effimero” nella zona della Baia Santa Margherita, uno degli ultimi tratti di costa rimasti intatti tra la Riserva dello Zingaro e Monte Cofano.

 

I nodi ambientali

Secondo il Dipartimento regionale, l’area interessata ricade in un habitat prioritario, individuato come “Oasi ecologica Litorale San Vito e Custonaci”. La realizzazione di “vastissimi parcheggi” e di un anfiteatro stagionale interferirebbe con la sopravvivenza dell’habitat e con l’avifauna presente.

Non solo. Il progetto viene ritenuto carente sotto il profilo tecnico: mancherebbero specifiche costruttive, indicazioni sui mezzi di cantiere, una quantificazione chiara di quanto già realizzato e di quanto ancora da realizzare, oltre a un calcolo sulla pressione antropica attuale e futura.

Altro punto critico: il tracciato del Sentiero Zingaro–Cofano, attivo da oltre 15 anni lungo la regia trazzera. Per il Dipartimento, le opere proposte sarebbero “in palese contrasto” con il sentiero e ne interromperebbero la continuità.

Dall’analisi delle foto aeree emerge inoltre che fino al 2010 i parcheggi non esistevano e l’area risultava integra. Le diverse opere già presenti, secondo il parere, non sarebbero state valutate nel loro impatto complessivo.

 

Le polemiche

Il progetto aveva già spaccato la comunità di San Vito Lo Capo. Era stato presentato dal Comune di San Vito Lo Capo insieme al Libero Consorzio Comunale ottenendo un primo via libera dell’assessorato regionale Territorio e Ambiente, superando così il primo ostacolo tecnico: la valutazione di incidenza ambientale di primo livello. Un passaggio che riguarda «la gestione dei servizi turistici ed altri servizi accessori nelle aree in località Makari e Castelluzzo», in un territorio tutelato da una fitta rete di vincoli (ZPS, siti Natura 2000, aree di preriserva).  Il progetto era stato fortemente contestato da associazioni e comitati ambientalisti, con la mobilitazione anche di artisti come Emma Dante, Beppe Fiorello, Donatella Finocchiaro, Mario Venuti, Iaia Forte e Paolo Briguglia. Associazioni, comitati e ambientalisti hanno parlato di rischio “luna park”, temendo la trasformazione di Macari in una replica della spiaggia di San Vito, ormai quasi interamente occupata da lidi e strutture. Per Legambiente Cofano "la gestione deve essere sostenibile e valorizzare il territorio, non snaturarlo con infrastrutture". La Regione aveva già sospeso l’iter in attesa di chiarimenti.

 

L’amministrazione comunale lo aveva difeso come necessario per “ordinare” i flussi turistici e fornire servizi, sostenendo che molte informazioni diffuse fossero distorte. Un gruppo di cittadini aveva invece difeso il progetto.

 

Il 16 febbraio, in audizione alla Regione, Legambiente, il comitato “Salviamo Macari”, Cai e Lipu avevano illustrato le criticità ambientali del progetto. Ora il parere negativo rafforza le loro posizioni.

A commentare è anche la deputata regionale trapanese del M5S, Cristina Ciminnisi: “Le osservazioni avanzate dal Dipartimento confermano le nostre preoccupazioni: il progetto presenta criticità gravi ed è incompatibile con le norme di tutela e con la fragilità dei luoghi”.

Secondo Ciminnisi, l’intervento “interferisce con habitat prioritari, compromette la continuità ecologica dell’area ed è privo di una valutazione completa degli impatti”. E aggiunge: “Fin dall’inizio ho posto una questione chiara: il rispetto delle regole. Sarebbe clamoroso che, davanti a queste osservazioni messe nero su bianco dagli stessi uffici regionali, il progetto venisse valutato positivamente”.

Il parere del Dipartimento non è ancora l’atto finale, ma pesa in modo significativo sulla decisione della Commissione tecnica regionale che dovrà esprimersi nel merito. Per ora, il segnale è inequivocabile: tra parcheggi e habitat protetti, la Regione per adesso sceglie la natura.