L’ospedale di Mazara del Vallo, dichiarato Dea di primo livello, vive una fase di forte criticità. A denunciarlo è il consigliere provinciale con delega alla Salute, Francesco Foggia, che parla di un presidio “malato”, svuotato negli anni di personale e funzioni.
Al centro delle preoccupazioni c’è il reparto di Pediatria. Oggi può contare su una sola unità medica stabile. “Un professionista di grande competenza, ma pur sempre umano”, sottolinea Foggia, evidenziando come sia impossibile sostenere da soli turni, urgenze e ricoveri continui. I colleghi arrivano in supporto temporaneo, “senza risparmiarsi”, ma la copertura non è sufficiente a garantire un servizio h24. E così, in alcune fasce orarie, le famiglie sono costrette a spostarsi nei comuni vicini.
Il quadro descritto è più ampio. Restano operativi Cardiologia, Ortopedia e Radiologia, mentre altri reparti storici come Chirurgia generale, Medicina e Ostetricia registrano un progressivo ridimensionamento. “Le équipe si sono assottigliate in modo vistoso: da sette-otto medici per reparto a uno o due”, afferma il consigliere. Diversi primari sarebbero stati trasferiti o avrebbero scelto altre sedi.
Una situazione che, secondo Foggia, contrasta con il riconoscimento formale di Dea di primo livello attribuito al presidio mazarese. “Sulla carta è di primo livello, nei fatti è stato declassato”, dice.
Nel contesto provinciale, intanto, altri ospedali vengono potenziati. A Marsala e Castelvetrano si punta al consolidamento dei servizi, mentre l’ospedale di Alcamo ha visto rafforzata la Chirurgia come unità operativa complessa. A Mazara, invece, “le scelte sono apparse evasive e discordanti”.
Foggia annuncia iniziative istituzionali. A breve invierà una lettera al parlamentare nazionale Giorgio Mulè per chiedere un sopralluogo e una verifica diretta delle condizioni del presidio. L’invito sarà esteso anche al sindaco di Mazara, Salvatore Quinci, nella sua qualità di presidente del Libero Consorzio comunale di Trapani.
“Da cittadino sollecito un’attenzione maggiore per il nostro ospedale; da responsabile delegato provinciale mi sento in dovere di denunciare un’assenza deliberata di progettualità politica”, conclude Foggia, raccogliendo “il malumore di una cittadinanza che non può essere lasciata sola davanti alla malattia”.