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24/02/2026 18:05:00

Altra maxi multa per Antonini e il Trapani Calcio. Ecco perché ... 

Un altro capitolo giudiziario per il Trapani Calcio. E ancora una volta tutto nasce da un post sui social.

Il Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare ha condannato il presidente del Trapani, Valerio Antonini, al pagamento di 6.000 euro di ammenda, infliggendo contestualmente 4.000 euro di sanzione alla società a titolo di responsabilità diretta. In totale, una stangata da 10mila euro.

La decisione chiude il procedimento aperto dalla Procura Federale dopo un post pubblicato il 21 giugno 2025 sull’account X @ValerioAntoPres. In quel messaggio Antonini aveva utilizzato espressioni durissime nei confronti dei “segretari del Trapani Calcio”, definiti “delinquenziali” e parte di un “sottobosco criminale”.

Al momento della pubblicazione, il presidente stava già scontando una sanzione di sei mesi di inibizione, inflitta dal Tfn il 20 maggio 2025 e confermata in appello dalla Corte Federale d’Appello il 20 giugno successivo.

 

Il nodo del patteggiamento saltato

 

Dopo la chiusura delle indagini, Antonini e il Trapani avevano avviato una procedura di patteggiamento: 2.500 euro di ammenda per il presidente e 1.500 euro per la società. L’accordo era stato formalizzato.

Ma il pagamento non è avvenuto entro i 30 giorni previsti. L’intesa è stata quindi dichiarata risolta e il procedimento è ripartito davanti al Tribunale Federale Nazionale. E qui si è arrivati alla stangata.

Secondo la giurisprudenza federale richiamata nella decisione, il mancato rispetto di un accordo comporta un aggravamento della sanzione, anche per l’aggravio procedurale e i ritardi generati. Da qui l’inasprimento fino ai 6.000 euro per Antonini e 4.000 per il club.

 

“Carica offensiva tale da ledere prestigio e reputazione”

 

Il Tribunale è stato netto. L’espressione “segretari del Trapani Calcio delinquenziali” ha una “carica offensiva tale da ledere il prestigio e la reputazione” dei componenti dell’Ufficio di Segreteria.

All’epoca dei fatti, nella stagione 2024/2025, l’Ufficio di Segreteria era composto da Carlo Pace (Segretario Generale fino al 1° febbraio 2025) e Nicola Buracchio (Segretario Sportivo fino al 3 aprile 2025).

Respinta la linea difensiva secondo cui non vi sarebbe stata diffamazione in assenza di indicazione nominativa. Secondo il Collegio, è sufficiente che i soggetti siano “individuabili” anche per deduzione, considerati i ruoli ricoperti. Richiamata la giurisprudenza penale consolidata sul punto.

La difesa aveva inoltre invocato il diritto di critica ex art. 21 della Costituzione. Ma per i giudici le espressioni utilizzate non rientrano nella dialettica critica consentita: travalicano nel piano dell’offesa personale, colpendo direttamente professionalità e integrità morale.

Un ulteriore elemento valorizzato è stato l’assenza di rettifiche o smentite pubbliche successive al post.

 

Un altro fronte aperto

 

Il procedimento si chiude con l’accoglimento integrale delle richieste della Procura Federale. Ma la vicenda si inserisce in un quadro già pesante per il Trapani, tra penalizzazioni, ricorsi respinti e tensioni continue dentro e fuori dal campo.

Ancora una volta, la stagione granata si decide più davanti ai tribunali che sul rettangolo verde. E ancora una volta, a pesare non sono solo le classifiche, ma le parole.



Calcio | 2026-02-23 08:58:00
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