A Niscemi gli affitti aumentano nel giro di pochi giorni e l’emergenza abitativa si aggrava. Sono 275 le famiglie che hanno ricevuto dalla Regione il contributo per l’autonoma sistemazione, ma all’appello ne mancano ancora 190. Intanto, sul mercato immobiliare locale i canoni sono schizzati verso l’alto.
Negli ultimi giorni si sono registrati i primi accrediti dei sussidi destinati agli sfollati. Una boccata d’ossigeno attesa da settimane. Ma il quadro resta complesso. C’è chi, pur di rientrare in possesso di un tetto, è tornato nelle abitazioni danneggiate dal sisma del 1997 e che avrebbero dovuto essere demolite, rinunciando in passato ai rimborsi.
Il mercato, nel frattempo, si è adeguato alla domanda crescente. Fino al 24 gennaio per un appartamento si spendevano tra i 250 e i 350 euro al mese. Oggi per un contratto registrato si arriva a 450 euro, mentre per le locazioni in nero le cifre sono ancora più alte. Una dinamica che sta facendo discutere in città.
C’è chi denuncia richieste economiche sproporzionate. Una proprietaria, racconta uno degli sfollati, avrebbe chiesto 987 euro al mese, oltre al pagamento della spazzatura. Una proposta rifiutata. “Non possiamo permetterci queste cifre – spiegano – Preferiamo non firmare piuttosto che rischiare di non riuscire a pagare”.
L’aumento dei canoni ha acceso anche il dibattito pubblico. In molti parlano di sciacallaggio in un momento di difficoltà collettiva. I primi giorni dopo l’emergenza si era registrata una gara di solidarietà da parte di diversi proprietari. Ora, però, il clima è cambiato.
Delle 252 prime famiglie che hanno ricevuto il contributo mensile per l’affitto, altre 190 sono in attesa. Il Comune sta verificando le proposte di vendita degli immobili colpiti. “Non sappiamo ancora quando sarà ridotta la zona rossa – ha dichiarato il sindaco – Stiamo lavorando, ma non posso indicare una data”.
La ricostruzione resta legata ai fondi e agli iter burocratici. Nel frattempo, per centinaia di famiglie di Niscemi la priorità resta trovare una casa a prezzi sostenibili, in un mercato che nel giro di pochi giorni ha cambiato volto.