Non è tra le città più care. E nemmeno tra quelle in deflazione. Trapani si colloca nella parte bassa della classifica nazionale sull’inflazione di gennaio 2026: +0,6%, con un rincaro medio annuo di 139 euro per famiglia.
A dirlo è l’Unione Nazionale Consumatori, che ha elaborato i dati territoriali diffusi dall’Istat stilando la graduatoria delle città italiane dove il costo della vita è aumentato di più.
Trapani 57ª su 78 città
Nella classifica nazionale Trapani è al 57° posto su 78 città monitorate.
Il dato locale (+0,6%) è inferiore alla media nazionale, che si attesta all’1%, con una spesa aggiuntiva annua pari a 251 euro per famiglia.
In concreto, per le famiglie trapanesi l’aumento dei prezzi si traduce in una maggiore spesa di 139 euro su base annua. Un incremento contenuto rispetto ad altre realtà, ma che comunque pesa in un contesto economico già complesso.
Le città più care: Cosenza in testa
In cima alla classifica c’è Cosenza, dove un’inflazione del 2,6% comporta un aggravio di 506 euro l’anno per una famiglia media.
Seguono Pistoia (+487 euro, +1,8%) e Bolzano (+465 euro, +1,4%).
Subito fuori dal podio Macerata, poi Belluno, Reggio Calabria e Bari. Nella top ten anche Napoli, Siena e Grosseto.
Numeri che raccontano un’Italia a più velocità, con differenze marcate tra territori.
Le città più “virtuose”
All’estremo opposto c’è Campobasso, unica città in deflazione: -0,1%, con un risparmio medio di 24 euro a famiglia.
Inflazione nulla a Modena, mentre Pisa registra appena +0,1%. Tra le città più “leggere” anche Brindisi, Potenza e Teramo.
E in Sicilia?
Tra le città siciliane presenti in classifica, Siracusa registra un rincaro annuo di 324 euro (+1,4%), Palermo 307 euro (+1,3%), Catania 260 euro (+1,1%), Messina 162 euro (+0,7%).
Trapani, con i suoi 139 euro, è tra le realtà meno colpite nell’Isola.
Un dato che non significa prezzi bassi in assoluto, ma una crescita più contenuta rispetto ad altre province.
Il quadro nazionale
Secondo l’Unione Nazionale Consumatori, la fotografia dell’Istat conferma come l’inflazione continui a incidere in modo diverso sulle famiglie italiane, con forti squilibri territoriali.
Per Trapani il segnale è chiaro: il costo della vita cresce, ma meno che altrove. Una magra consolazione, certo. Perché anche 139 euro in più, a fine anno, si sentono. Soprattutto quando carrello della spesa, bollette e servizi non fanno sconti a nessuno.