Macari. Legambiente contro il progetto del Comune: "Interventi troppo impattanti"
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Legambiente Sicilia interviene ancora una volta sul progetto per la gestione dei servizi turistici a Macari e Castelluzzo, dopo il primo stop del Dipartimento Riserve della Regione. Per l'associazione ambientalista non si tratta di una semplice razionalizzazione dei servizi turistici ma di interventi impattanti che snaturerebbero in modo permanente il sito.
Nei giorni scorsi Legambiente Sicilia ha presentato le proprie osservazioni alla Regione nell’ambito del riesame del parere regionale sulla Valutazione di Incidenza ambientale per il progetto del Comune di San Vito Lo Capo sulla gestione dei servizi turistici a Macari e a Castelluzzo, evidenziando criticità sia sulla regolarità della procedura che sui contenuti legati alla tutela ambientale del sito, che riveste un eccezionale valore naturalistico.
Nel merito della procedura, Legambiente Sicilia osserva che, trattandosi di progetto che interessa anche habitat di interesse comunitario (tra cui il 6220* habitat prioritario), la procedura non poteva essere quella del semplice screening di Vinca - livello I ma una “valutazione appropriata” con Vinca di livello II; inoltre, il Sito Natura 2000 è una ZPS - Zona di Protezione Speciale designata per la conservazione di rare specie di uccelli che non sono state minimamente considerate nella Vinca e nei provvedimenti contestati.
Nel merito dei contenuti, Legambiente Sicilia osserva innanzitutto che viene disattesa in modo plateale la specifica destinazione d’uso e prescrizione del Piano di Gestione della ZPS che prevede, tra le altre cose, la realizzazione dell’ “Oasi ecologica nel litorale San Vito e Custonaci” “finalizzata ad alleggerire il sistema ambientale della spiaggia dalle molteplici attività che vi insistono, al fine di tutelare gli habitat rupicoli e costieri e le specie avifaunistiche, marine e del litorale roccioso”, prescrivendo tra l’altro che la riorganizzazione dei servizi costieri debba avvenire individuando aree di parcheggio distanti dalla spiaggia e in aree non interessate da habitat.
"E soprattutto, incredibilmente, per i previsti parcheggi – che vengono spacciati per esistenti – non solo non esistevano alle date di designazione della ZPS e di approvazione del Piano di Gestione (e le relative aree si presentavano integre nelle componenti ambientali/paesaggistiche), ma non sono state prodotte le autorizzazioni ambientali e paesaggistiche a suo tempo necessarie, rendendo quindi l’istanza non procedibile e il DDG di approvazione, se confermato, una sanatoria di fatto non consentita dal diritto eurounitario. Peraltro il progetto prevede un incremento dei parcheggi, per estensione e numero di mezzi ammessi, determinando un aumento significativo del carico antropico (sotto forma di traffico, calpestio, luci, rumori, produzione di rifiuti, ecc.) in aree in cui sono presenti anche habitat 6220* e 1240, causando la loro scomparsa e/o frammentazione" sottolinea Legambiente.
“Non si tratta in alcun modo di una semplice razionalizzazione dei servizi turistici” – afferma Tommaso Castronovo Presidente di Legambiente Sicilia” – “ma di un abnorme aumento del carico antropico e dell’incidenza sulla ZPS con nuove e più impattanti attività che snaturerebbero in modo permanente il sito. Chiediamo con forza di modificare il progetto prevedendo soluzioni alternative e praticabili per eliminare ogni incidenza negativa su habitat e specie e consentire una fruizione responsabile e compatibile con le valenze ambientali e con la sensibilità e la vulnerabilità del sito”.
Legambiente Sicilia come già sottolineato dal circolo territoriale Legambiente Pizzo Cofano contesta una progettualità "basata sulla riproposizione di un’esperienza standardizzata, prevedibile, di massa e lontana dall’autenticità, in stridente contrasto con la bellezza incontaminata e selvaggia di Macari e Castelluzzo, una zona tutelata come Zona di Protezione Speciale della Rete Natura 2000 ed inserita in un contesto di continuità ecologica tra due importanti aree protette regionali quali le Riserve Naturali dello Zingaro e di Monte Cofano. In quest’ottica appare ancora più grave la mancanza di una fase di concertazione preventiva con i diversi soggetti interessati da parte del Comune di San Vito Lo Capo, che probabilmente avrebbe portato all’avvio di un percorso condiviso per la valorizzazione compatibile e la fruizione sostenibile dell’area".
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