Ad Alcamo prende forma una proposta per il futuro della Funtanazza, nel cuore della Riserva Naturale del Monte Bonifato. Dopo il passo indietro del Libero Consorzio comunale di Trapani sulla vendita dell’immobile, una parte della comunità alcamese rilancia: trasformare la struttura in un “Centro Popolare di Educazione e Protezione Ambientale”.
L’idea nasce nelle ultime settimane attorno a un gruppo di cittadini, associazioni e attivisti del territorio. L’obiettivo: restituire stabilmente la Funtanazza a un uso pubblico e condiviso, facendone una base operativa per la guardianìa antincendio e, allo stesso tempo, uno spazio di aggregazione sociale e giovanile.
Il progetto punta a essere operativo già dalla prossima stagione degli incendi, a partire da maggio 2026. La struttura dovrebbe diventare punto di partenza per interventi di protezione e rigenerazione del bosco, ma anche luogo di educazione ambientale, con attività rivolte a scuole, famiglie e gruppi.
Il modello dei beni comuni
La proposta si ispira al modello dell’amministrazione condivisa dei beni comuni, già adottato in oltre 300 città italiane. Un sistema che prevede patti di collaborazione tra enti pubblici e cittadini per la gestione partecipata di immobili e spazi urbani.
Ad Alcamo, lo schema di Regolamento per l’Amministrazione Condivisa dei Beni Comuni è stato approvato in Giunta a dicembre 2024. Diverse realtà hanno inviato osservazioni durante il percorso partecipativo. Ora si attende che l’iter venga ripreso e portato in Consiglio comunale.
L’approvazione definitiva del regolamento consentirebbe di formalizzare un patto di collaborazione anche per la Funtanazza, dando una cornice istituzionale all’esperienza di guardianìa nata dal basso negli ultimi due anni.
Il precedente della vendita e il dietrofront
Il 31 dicembre 2025 il Libero Consorzio aveva pubblicato un avviso per la vendita di 38 immobili inseriti nel Piano delle alienazioni 2026–2028. Tra questi figurava inizialmente anche la Funtanazza.
La decisione aveva riacceso il dibattito in città, soprattutto dopo che il 25 luglio 2024 il gruppo ecologista Muschio Ribelle aveva riaperto e presidiato l’immobile, rivendicandone un utilizzo sociale e ambientale.
Il 9 gennaio 2026 è arrivata la sospensione della procedura di vendita per due beni: la Funtanazza e il Podere Badia di Marsala. Nella delibera si riconosce la natura strumentale e istituzionale degli immobili, con una modifica parziale del Piano approvato a dicembre.
Due anni senza incendi
La Riserva del Monte Bonifato, storicamente colpita da incendi dolosi, negli ultimi due anni è rimasta indenne. Un risultato che i promotori attribuiscono anche alla presenza costante dei gruppi di guardianìa antincendio, nati nel 2024 su impulso di Muschio Ribelle.
Il presidio della montagna, con turni di sorveglianza e attività di sensibilizzazione, ha riportato al centro il tema della cura del territorio, in un’area che per Alcamo rappresenta non solo un patrimonio naturalistico, ma anche un simbolo identitario.
Il prossimo appuntamento
I promotori invitano associazioni, realtà educative e cittadini a partecipare al percorso. Sono in programma eventi pubblici dedicati al futuro della montagna e della Funtanazza.
Il prossimo incontro con le associazioni interessate è fissato per lunedì 22 marzo alle ore 17. Un passaggio che potrebbe segnare l’avvio concreto di un nuovo capitolo per uno dei luoghi più simbolici del Monte Bonifato, tra tutela ambientale e partecipazione civica.