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25/02/2026 15:00:00

Nove corpi nel Trapanese, Tranchida: “Servono canali legali subito”

Non è solo dolore. È una presa di posizione politica.

 

Dopo il recupero di nove cadaveri nelle acque del Trapanese, il sindaco di Trapani Giacomo Tranchida interviene con una dichiarazione che va oltre la solidarietà istituzionale e chiama in causa le responsabilità nazionali e internazionali.

 

«La notizia dei nove cadaveri recuperati nelle acque del Trapanese è un ennesimo, drammatico promemoria delle tragedie che si consumano nel Mediterraneo. È un dolore immenso che colpisce la nostra comunità e ci ricorda l’urgenza di agire per prevenire queste tragedie».

 

Trapani, ancora una volta, si ritrova frontiera del Mediterraneo. Il sindaco parla a nome della città e rilancia il tema dei diritti umani e della protezione dei migranti.

 

«Ribadiamo, a nome della comunità trapanese, l’impegno a favore dei diritti umani e della protezione dei migranti, consapevoli che queste morti sono il risultato di una crisi umanitaria globale che richiede una risposta immediata e concreta».

 

Il passaggio più politico arriva nell’appello finale:

«È fondamentale adottare misure concrete per prevenire queste tragedie e garantire una vita dignitosa a chi fugge dalla guerra e dalla povertà. Chiediamo alle istituzioni nazionali e internazionali di lavorare insieme per creare canali di migrazione sicuri e legali».

 

Una richiesta che rimette al centro il tema dei corridoi umanitari e della gestione delle rotte nel Mediterraneo, mentre il mare continua a restituire corpi lungo le coste del Trapanese.

 

Trapani non è solo luogo di approdo. È il punto dove la crisi si materializza.