Oltre 35 milioni di euro di fatture false per operazioni inesistenti. È il bilancio di una maxi frode fiscale scoperta dalla Guardia di Finanza di Agrigento, che ha denunciato 18 persone e segnalato 13 società per responsabilità amministrativa. L’operazione è stata condotta dal Comando Provinciale delle Fiamme Gialle e sviluppata dalla Compagnia di Sciacca, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Sciacca.
Il sistema delle “cartiere”
Al centro dell’inchiesta, un articolato meccanismo che avrebbe coinvolto oltre 200 imprese in tutta Italia. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbero state emesse più di 2.000 fatture false da parte di 7 società “cartiere”, formalmente intestate a prestanome e prive di reale struttura aziendale.
Le fatture simulavano sponsorizzazioni legate a gare automobilistiche di rally. Prestazioni solo sulla carta, che permettevano alle aziende clienti – con sedi in Lombardia, Veneto, Lazio, Umbria, Puglia e in altre regioni – di abbattere fittiziamente il reddito imponibile e ridurre così le imposte dovute.
Il valore complessivo delle operazioni inesistenti supera i 35 milioni di euro.
La regia e i flussi di denaro
Le indagini si sono sviluppate attraverso accertamenti bancari, analisi della documentazione contabile, intercettazioni telefoniche e pedinamenti, con il supporto del Reparto Territoriale dei Carabinieri di Sciacca.
Dietro il sistema sarebbe stata individuata una regia unitaria, riconducibile a un cittadino agrigentino. Secondo l’accusa, tratteneva l’Iva indicata nelle fatture false e una commissione variabile tra il 5 e il 14% sugli importi fatturati.
Per lui è scattata anche la contestazione di autoriciclaggio, per il presunto reinvestimento di parte dei profitti in un’attività imprenditoriale nel Nord Italia.
Sequestri e verifiche
Nel corso di una perquisizione sono stati sequestrati 305 mila euro in contanti, di cui 225 mila suddivisi in mazzette, sigillate in sacchetti sottovuoto e nascoste in un’intercapedine del sottoscala.
Su disposizione del G.I.P. del Tribunale di Sciacca è stato eseguito un sequestro preventivo che ha riguardato anche una villa di lusso ad Agrigento e quattro auto di grossa cilindrata, tra cui un’Audi RS e una BMW serie M.
Le verifiche fiscali hanno già interessato sei società, mentre sono state segnalate ai reparti territorialmente competenti le numerose aziende utilizzatrici delle fatture false. Le violazioni contestate riguardano un imponibile superiore a 21 milioni di euro e quasi 5 milioni di Iva.
Il presunto dominus del sistema ha chiesto di patteggiare la pena in udienza preliminare, con la confisca di beni per circa tre milioni di euro.
La responsabilità degli indagati sarà accertata solo con sentenza definitiva, nel rispetto della presunzione di non colpevolezza prevista dall’articolo 27 della Costituzione.