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26/02/2026 12:26:00

Marsala, bancarotte e frodi fiscali: chiesto il rinvio a giudizio per sei imprenditori

Un sistema che, secondo l’accusa, avrebbe funzionato per oltre dieci anni.
 

Società che accumulano debiti, soprattutto con il fisco. Poi l’attività che si sposta altrove, su un’altra società, “ripulita”, pronta a ripartire.
 

E i debiti che restano lì, a carico di quella che fallisce.

 

La Procura della Repubblica di Marsala ha chiuso le indagini preliminari e ha chiesto il rinvio a giudizio per sei persone, ipotizzando l’esistenza di un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati fallimentari, societari e fiscali .  Avevamo raccontato l'inchiesta su Tp24. 

 

Gli indagati sono Walter Petitto, Vito Petitto, Emanuele Petitto, Luciano Monteleone, Giovanna Galfano e Matteo Sottile. Secondo l’impostazione accusatoria, tra il 22 maggio 2013 e il 3 dicembre 2024 avrebbero operato a Marsala attraverso un meccanismo considerato tipico nei casi di bancarotta fraudolenta: svuotare la società carica di debiti, trasferire l’attivo aziendale a una nuova realtà e proseguire l’attività imprenditoriale sotto altra veste .

 

Le indagini, delegate al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Trapani, si sono concentrate su una serie di società finite in fallimento o in liquidazione giudiziale: Petitto Srl, Esse Emme Srl, Le Egadi Srl, Le Orchidee Srl, Pet City Srl e Drepanum Distribuzioni Srl .

 

Secondo la Procura, gli indagati – soci o amministratori di diritto o di fatto – avrebbero progressivamente spostato beni e attività tra queste società, aggravando i debiti e conducendole al dissesto, ma continuando di fatto a gestire un’unica impresa nel settore del commercio al dettaglio di generi alimentari .

 

Le accuse contestate sono pesanti: si va dall’associazione per delinquere al trasferimento fraudolento di valori, dall’autoriciclaggio alla bancarotta semplice e fraudolenta, fino alle dichiarazioni fraudolente con uso o emissione di fatture per operazioni inesistenti, all’omesso versamento di ritenute e alla sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte .

 

Nel corso delle indagini sono stati sequestrati beni immobili, beni mobili registrati e quote societarie per un valore complessivo stimato in poco più di un milione di euro .

 

Adesso la valutazione passa al Giudice dell’Udienza Preliminare del Tribunale di Marsala, che dovrà decidere se mandare gli imputati a processo.

 

È bene ricordarlo: siamo nella fase delle accuse. L’ipotesi della Procura dovrà essere vagliata in aula, nel contraddittorio tra accusa e difesa.