×
 
 
26/02/2026 09:13:00

Erice non dimentica: 72° anniversario della tragedia degli operai morti alla Funierice

Erice ha vissuto oggi un pomeriggio di intensa e composta partecipazione civile. A settantadue anni dalla tragedia del 24 febbraio 1954, nel pomeriggio del 25 febbraio la comunità si è raccolta per rendere omaggio ai quattro operai che persero la vita durante i lavori di costruzione della Funivia Trapani-Erice, nel segno di una memoria che non deve affievolirsi con il trascorrere del tempo.

 

La commemorazione ha avuto inizio nel Duomo, con la celebrazione della Santa Messa officiata da don Pietro Messana: un rito solenne, nel quale la dimensione religiosa si è intrecciata con quella civile, in un comune sentimento di riflessione.

Al termine della funzione, autorità e cittadini si sono mossi verso la vecchia stazione della funivia, di fronte alla Chiesa Madre, luogo connesso alla vicenda che si intende custodire nella coscienza collettiva. Qui è stata scoperta la targa commemorativa, destinata a divenire segno stabile e visibile di una memoria restituita allo spazio pubblico.

 

 

 

A compiere il gesto simbolico è stato Ninni Simonte, figlio di Mario Simonte, una delle vittime.

Le sue parole commosse hanno restituito alla tragedia il volto intimo e familiare del dolore, sottraendola alla freddezza della cronaca e riportandola alla dimensione umana di un padre, di un uomo strappato prematuramente ai propri affetti.

 

Nel suo intervento, la sindaca Daniela Toscano ha richiamato con forza il significato profondo della ricorrenza:
“Uomini giovani, padri, figli e fratelli che persero la vita mentre lavoravano per costruire un’opera destinata a collegare e valorizzare il nostro territorio. Ricordarli oggi significa non solo onorare la loro memoria, ma anche riaffermare valori fondamentali per la nostra comunità: la sicurezza sul lavoro, la dignità di ogni lavoratore e il rispetto per la vita umana. La targa che sarà scoperta rappresenta un segno tangibile della nostra attenzione alla memoria storica e un monito per le generazioni future”.

Le parole della prima cittadina hanno inscritto la commemorazione in una prospettiva più ampia, nella quale il ricordo si traduce in responsabilità collettiva e in rinnovata consapevolezza del valore del lavoro come dimensione che esige tutela, dignità e salvaguardia.

 

Il tragico evento del 1954, come attestano le cronache dell’epoca, si verificò durante una fase operativa del cantiere. Un incidente improvviso, maturato nel contesto di condizioni lavorative segnate da standard di sicurezza molto precari, costò la vita a quattro uomini impegnati in un’opera pubblica ritenuta strategica per lo sviluppo turistico ed economico del territorio.

Le vittime furono Mario Simonte, 34 anni, di Erice; Giuseppe Bellia, 17 anni, di Erice; Salvatore Ganci, 32 anni, di Valderice; Angelo Amato, 26 anni, di Montelepre. Giovani lavoratori, accomunati da un destino tragico mentre contribuivano alla realizzazione di un’infrastruttura simbolo di progresso.

Oggi, nel restituire questi nomi al ricordo, Erice rinnova un patto con la propria storia.

Un atto di coscienza civile che riconosce che ogni opera, ogni progetto di sviluppo, trova il proprio fondamento non soltanto nell’ingegno e nella visione, ma nel lavoro concreto degli uomini e, talvolta, nel loro sacrificio.

La targa, da oggi collocata in un luogo carico di memoria, resterà a ricordare che il progresso autentico non può prescindere dalla tutela della vita umana e dalla dignità di chi lavora. In essa si riflette l’identità di una comunità che sceglie di non dimenticare.

 



Dai Comuni | 2026-02-26 16:24:00
https://www.tp24.it/immagini_articoli/26-02-2026/1772119629-0-marsala-addio-alle-palme-sopra-porta-garibaldi.jpg

Marsala, addio alle palme sopra Porta Garibaldi

Alla fine, le palme sono scese.Non è una metafora politica, ma quasi.Sono state rimosse dalla sommità di Porta Garibaldi le due grandi palme collocate prima di Natale sopra il monumento simbolo della città.Palme. Sopra una porta...