I mal di pancia politici aumentano nella maggioranza di Giacomo Tranchida, ma stavolta a pagarne lo scotto è il gruppo dei cosiddetti “amici di Turano”, che fa riferimento al
presidente del Consiglio comunale Alberto Mazzeo.
In aula sarà ufficializzata l’uscita di Salvatore Braschi dal gruppo “Trapani Tua”.
Ufficialmente, Braschi motiva la scelta con la volontà di dare un contributo più incisivo al miglioramento delle condizioni della città, cosa che – a suo dire – il gruppo non garantiva più, avendo rinunciato di fatto a un assessorato per il quale c’era la disponibilità sia sua sia di Giovanni Carpinteri.
L’assessorato lasciato libero da Mazzeo è andato invece a Giusy Poma, indipendente. Una decisione che avrebbe indotto Braschi a ritenere che la lista non volesse più garantire un appoggio concreto all’amministrazione.
Braschi, subentrato in surroga ad Annalisa Bianco, sospesa per 18 mesi in applicazione della legge Severino a seguito dell’inchiesta “Aspide”, potrebbe però occupare lo scranno ancora per poco.
A meno che non intervenga un ulteriore “mal di pancia” proprio da parte della neo assessora Giusy Poma, che già si era dichiarata indipendente ai tempi della discussione sulla presidenza del Consiglio. Se Poma si dimettesse da consigliera comunale, lo scranno di Braschi sarebbe salvo e, a surroga della surroga, entrerebbe in aula Baldo Accardo.
Uno scenario che potrebbe riportare a galla il gruppo di “Trapani Tua”. Anche qui, però, il condizionale è d’obbligo: indiscrezioni parlano di un possibile risentimento dello stesso Accardo nei confronti della lista, dal momento che avrebbe potuto diventare consigliere già da tempo.
Resta poi da capire se Braschi si accontenterà del gruppo misto, anche alla luce della spinta politica del gruppo “Rigenerazioni” a mutare pelle e abbandonare definitivamente l’eredità dell’ex assessore ed ex leader della lista, Emanuele Barbara.
Un nuovo progetto politico che metta insieme l’anima progressista dei progressisti-verdi e quella liberale di Braschi e Poma potrebbe non essere un’ipotesi peregrina. E potrebbe guardare con interesse a “Controcorrente”, movimento al quale ha aderito Andrea Genco e che si prepara ad annunciare nuove adesioni.
Quel che è certo è che il gruppo di Mazzeo, al momento, pesa meno negli equilibri di maggioranza. Resta sul tavolo la casella “Cencelli” abdicata in giunta, con la rivendicazione della vicepresidenza del Consiglio.
In una riunione di maggioranza piuttosto tesa, tenutasi ieri sera, è tornato sul tavolo il nome di Giovanni Carpinteri, ma la proposta avrebbe incontrato le resistenze del Pd e del gruppo di riferimento di Peppe La Porta, oltre a non entusiasmare Franco Briale, che da tempo si è messo a disposizione.
Una “Trapani Tua” indebolita, dunque, ma ancora determinante per una maggioranza che troppo spesso non ha avuto i numeri per approvare atti in prima convocazione e il cui numero legale è stato più volte garantito dall’opposizione.
Nonostante tutto, la lista non avrebbe motivi così forti per abbandonare Tranchida.
A meno che le elezioni non siano più vicine di quanto si pensi, come farebbero intuire le manovre all’Ars e le fughe in avanti in chiave elettorale di Ismaele La Vardera a livello regionale. A meno che non si renda necessario per Mimmo Turano e i suoi sostenitori rientrare nell’alveo naturale del centrodestra, come sta avvenendo a Marsala. E a meno che non intervenga un “deus ex machina”: un ritorno in campo di Mimmo Fazio, capace di ricompattare quasi tutti, tranne la destra più identitaria.
Molte le incognite che si intrecciano tra Palazzo Cavarretta e Palazzo d’Alì. Da un lato l’esigenza di mantenere in vita la sindacatura Tranchida finché sarà necessario, dall’altro la necessità per alcuni di ritrovare una collocazione e per altri di prendere le distanze.
Intanto, le motivazioni politiche dell’addio di Totò Braschi saranno illustrate in Consiglio comunale, nella fase delle comunicazioni.