26 febbraio.
Oggi scade la convenzione tra la F.C. Trapani 1905 e il Libero Consorzio Comunale per l’utilizzo dello Stadio Provinciale. E senza un rinnovo formale, la società granata si troverebbe – tecnicamente – senza titolo per utilizzare l’impianto.
La situazione è delicata, e si inserisce in un clima già rovente tra il presidente Valerio Antonini e le istituzioni locali.
I numeri della convenzione
L’ultimo accordo, firmato circa un anno fa, prevedeva un canone complessivo che – tra base d’asta, rialzi, costi per la sicurezza e manutenzione – si aggirava attorno ai 256.500 euro, a cui si sarebbero aggiunti ulteriori oneri per energia e gas.
Secondo quanto sostenuto dal Libero Consorzio, questi importi non sarebbero stati corrisposti, motivo per cui l’Ente ha già avviato il percorso per ottenere un decreto ingiuntivo relativo agli arretrati.
Dal canto suo, Antonini continua a ribadire che le somme andrebbero compensate con gli oltre 3 milioni di euro di lavori di ristrutturazione che sostiene di aver effettuato allo stadio negli ultimi anni.
Oggi cosa succede?
Con la scadenza della convenzione, si aprono tre scenari possibili:
Rinnovo o proroga: la strada più lineare, che consentirebbe al Trapani di continuare a giocare al Provinciale mentre le parti chiariscono il contenzioso nelle sedi opportune.Mancato rinnovo: ipotesi che aprirebbe la strada a uno sfratto formale e alla necessità di individuare un altro impianto per allenamenti e gare ufficiali.Soluzione ponte: un utilizzo temporaneo subordinato a condizioni precise, in attesa della definizione delle pendenze economiche.Il problema non è solo simbolico. Il Trapani è impegnato in un campionato che non consente pause amministrative: senza uno stadio omologato, verrebbero meno le condizioni per disputare regolarmente le gare casalinghe.
Il rischio per la stagione
La scadenza arriva in un momento sportivamente delicato. La squadra è nel pieno della stagione e l’eventuale incertezza sull’impianto potrebbe avere ripercussioni anche sul campo.
Intanto la società ha già avviato la vendita dei biglietti per la prossima gara interna, segno che – almeno sul piano operativo – si confida in una soluzione positiva.
Una vicenda sempre più politica
La questione dello stadio si intreccia con le polemiche già esplose per le bollette non pagate e per i canoni arretrati. Antonini parla di “tentativi di estorsione” e di “gestione criminosa”, il Libero Consorzio rivendica il rispetto degli atti amministrativi e dei contratti sottoscritti.
Oggi, però, non si discute di social o comunicati: si discute di un titolo giuridico che scade.
Se non arriverà una proroga nelle prossime ore, il Trapani rischia davvero di trovarsi senza casa.