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27/02/2026 00:00:00

Allarme produzione per le Saline del Trapanese: gli interventi di Safina, Ciminnisi e Bica

Il deputato regionale del Pd Dario Safina chiede un quadro normativo chiaro e interventi strutturali per difendere produzione e riserva delle Saline Trapanesi, dopoi i danni causati dal maltempo.

“Tutela ambientale e attività economiche non sono in contrapposizione, ma devono convivere e rafforzarsi”. È questa la posizione espressa da Dario Safina, intervenuto alla commissione congiunta Terza e Quarta dell’Ars, Attività produttive e Territorio e Ambiente, convocata per affrontare le criticità causate dal maltempo alle saline di Paceco, Misiliscemi, Trapani e Marsala.

 

Il confronto arriva dopo le ultime mareggiate che hanno messo in difficoltà un comparto già esposto agli effetti dei cambiamenti climatici. Le saline della costa trapanese, cuore produttivo e ambientale del territorio, rappresentano uno degli snodi più delicati tra economia e tutela paesaggistica.

“Le saline – ha dichiarato Safina – non sono un elemento estraneo alla natura, ma il frutto di un’antica e sapiente attività umana. Il connubio tra habitat naturale e attività antropiche è un valore da difendere”. Da qui la richiesta di un riconoscimento pieno dell’attività di coltivazione del sale come attività agricola, passaggio ritenuto decisivo per garantire strumenti di sostegno e tutele adeguate agli operatori.

 

Nel corso della seduta sono intervenuti anche rappresentanti delle imprese e dell’ente gestore della riserva, che hanno ribadito la necessità di regole certe. Al centro del dibattito il ruolo del Piano territoriale regionale. “È indispensabile – ha aggiunto Safina – che il Ptr fornisca indicazioni precise su come tutelare le saline, sollecitando il governo regionale a predisporlo al più presto, tenendo conto di un habitat straordinario che si estende fino allo Stagnone di Marsala”.

Un riferimento diretto alla Riserva naturale orientata Saline di Trapani e Paceco e all’area dello Stagnone di Marsala, sistema ambientale unico che negli anni ha dovuto fare i conti con mareggiate, allagamenti e danni alle infrastrutture.

Infine il richiamo alla programmazione. Oltre agli interventi urgenti per salvare produzione e impianti, secondo Safina servono studi e progettazioni mirate per lavori strutturali capaci di proteggere le saline dagli effetti sempre più evidenti del clima. Una partita che riguarda non solo l’ambiente, ma anche l’occupazione e l’identità di un territorio che dal sale ha costruito parte della propria storia.

 

 

 

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Saline di Trapani, Ciminnisi: “Bene Vitrano, ora fatti concreti”

Le Saline di Trapani e Paceco tornano al centro del dibattito regionale. Dopo l’audizione congiunta della Terza e della Quarta Commissione all’Ars, la deputata del Movimento 5 Stelle Cristina Ciminnisi interviene chiedendo che agli impegni seguano atti concreti per sostenere il comparto e tutelare l’area.

«Accolgo con favore le dichiarazioni del presidente della Commissione Attività Produttive, onorevole Gaspare Vitrano, che ha assicurato un intervento veloce e immediato sul sistema delle saline», afferma Ciminnisi, che aveva sollecitato la convocazione dell’incontro parlamentare per affrontare la situazione delle saline trapanesi.

 

Un sistema tra economia e ambiente

Nel corso della seduta si è parlato dei danni strutturali subiti dalle imprese del settore, ma anche della particolare natura dell’area, che ricade all’interno della Riserva naturale orientata Saline di Trapani e Paceco.

«Non è solo un comparto produttivo in difficoltà – sottolinea la deputata – ma un sistema che intreccia economia, identità territoriale e tutela ambientale». Al centro del confronto anche il rapporto tra attività produttive e cambiamenti climatici, con la richiesta di un coinvolgimento attivo dell’Assessorato regionale all’Ambiente.

Negli ultimi anni le saline hanno dovuto fare i conti con eventi meteorologici avversi sempre più frequenti, che hanno inciso sulla produzione e sulla tenuta delle infrastrutture. Un tema che, in provincia di Trapani, tocca da vicino imprese storiche e centinaia di lavoratori legati alla filiera del sale.

 

L’appello all’assessorato

Ciminnisi guarda ora ai prossimi passaggi istituzionali. «È positivo che la Commissione abbia preso a cuore la problematica. Adesso l’impegno deve tradursi in atti concreti per l’immediato e in percorsi strutturali verso modelli più resilienti».

La deputata auspica un coinvolgimento diretto dell’Assessorato regionale alle Attività Produttive. «Mi auguro che l’assessore, seppur assente alla seduta, possa farsi carico di questo segmento strategico del tessuto economico trapanese. La produzione del sale non è solo un elemento identitario, ma una filiera che genera valore anche oltre i confini della provincia».

 

Sostegni e strategia

La proposta è chiara: «Un doppio binario – conclude Ciminnisi – sostegno immediato alle imprese colpite dagli eventi climatici e, parallelamente, una strategia di medio-lungo periodo per prevenire e contenere gli effetti dei cambiamenti climatici».

Per un territorio come quello tra Trapani e Paceco, dove le saline rappresentano paesaggio, lavoro e attrattività turistica, la sfida è tenere insieme tutela ambientale e sviluppo produttivo, evitando che le emergenze diventino la normalità.

 

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Saline di Trapani, fondi regionali dopo l’alta marea, Bica "approvata risoluzione"

Accesi i riflettori sulle Saline di Trapani e Paceco dopo i danni provocati dall’ultima alta marea. La Commissione congiunta Ambiente e Attività Produttive dell’Ars ha approvato una risoluzione che impegna il Governo regionale a stanziare risorse immediate per sostenere le imprese del comparto salino.

A darne notizia è Giuseppe Bica, deputato regionale di Fratelli d'Italia, al termine dei lavori svolti a Palermo.

«Oggi in Commissione abbiamo acceso un faro su un patrimonio che è insieme identità e risorsa economica del nostro territorio: le Saline di Trapani e Paceco», ha dichiarato Bica. «Abbiamo approvato una risoluzione che impegna il Governo regionale a destinare risorse immediate per fronteggiare i danni provocati dall’alta marea. Non possiamo lasciare sole le imprese e i lavoratori del comparto salino in questo momento di difficoltà».

Negli ultimi mesi le mareggiate e l’innalzamento del livello del mare hanno messo a dura prova un sistema produttivo già fragile. Le saline tra Trapani e Paceco rappresentano non solo un sito di grande valore ambientale, ma anche una filiera economica che coinvolge aziende, operai stagionali e attività legate al turismo naturalistico.

 

Nel corso della seduta è stato inoltre avviato un percorso condiviso con il Libero Consorzio Comunale di Trapani, i Comuni interessati, la Riserva Naturale Orientata delle Saline di Trapani e Paceco e la Riserva Naturale Orientata delle Isole dello Stagnone di Marsala per elaborare un progetto complessivo di salvaguardia e sviluppo del sistema delle saline tra lo Stagnone e Trapani.

L’obiettivo è mettere insieme tutela ambientale, messa in sicurezza idraulica, valorizzazione della produzione del sale e promozione turistica e culturale. Un piano integrato che tenga conto delle criticità idrogeologiche e della necessità di proteggere un’area che negli anni ha già dovuto fare i conti con eventi meteo sempre più intensi.

«Le saline non sono solo paesaggio da cartolina: sono economia viva e storia millenaria», ha concluso Bica, annunciando il coinvolgimento dei Comuni del territorio nei prossimi passaggi.

Per la provincia di Trapani si apre così una partita strategica: difendere un simbolo identitario e, allo stesso tempo, garantire continuità produttiva a uno dei comparti storici dell’economia costiera.