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02/03/2026 07:48:00

Ecco chi è la donna trovata morta a Catania: appello della Procura

La Procura di Catania ha diffuso il nome e la fotografia della donna trovata morta ieri pomeriggio in un immobile abbandonato della zona portuale. Si chiamava Elisabeta Boldijar, aveva 36 anni ed era nata in Romania il 25 gennaio 1990. «Chi la conosceva parli», è l’appello lanciato dagli inquirenti per fare luce sull’omicidio.

 

Il corpo è stato scoperto in un edificio fatiscente che si affaccia su via Cristoforo Colombo, nei pressi del porto di Catania. In un primo momento si era parlato di via 

Domenico Tempio, ma l’indirizzo corretto è quello della strada che costeggia l’area portuale. La donna era seminuda, riversa tra i rifiuti nel cortile semidistrutto dello stabile.

L’identificazione sarebbe stata possibile grazie alle impronte digitali. Non risultano, al momento, residenze registrate a suo nome.

L’inchiesta è coordinata dalla Procura etnea, guidata dal procuratore capo Francesco Curcio. Il fascicolo per omicidio è stato aperto già nelle ore successive al ritrovamento dal procuratore aggiunto Liliana Todaro. Sul corpo della trentaseienne sono stati riscontrati evidenti segni di percosse.

 

Le indagini della squadra mobile si stanno concentrando anche negli ambienti della prostituzione e dello spaccio di crack, piste che potrebbero aiutare a ricostruire le ultime ore di vita della donna. Gli investigatori hanno incrociato i dati con eventuali denunce di scomparsa, ma al momento non risultano corrispondenze.

Resta da chiarire se Elisabeta sia stata uccisa nello stesso luogo in cui è stata trovata. Per questo motivo si stanno cercando telecamere di sorveglianza nella zona e si stanno analizzando i movimenti nell’area del porto.

Sono stati ascoltati anche alcuni residenti che hanno notato il cadavere e lanciato l’allarme. La Procura invita chiunque abbia informazioni sulla vita della donna a Catania a rivolgersi alla squadra mobile o alle forze dell’ordine. Un appello rivolto anche alle associazioni che assistono stranieri senza fissa dimora, nella speranza di ricostruire la rete di contatti della vittima e dare un nome al suo assassino.