Denise Pipitone, Piera Maggio: “Nessun contatto con Delfino Pesce, basta confusione”
Si accende il dibattito attorno al presunto nuovo testimone sul caso di Denise Pipitone. Dopo le dichiarazioni della criminologa Antonella Delfino Pesce, interviene direttamente Piera Maggio, madre della bambina scomparsa a Mazara del Vallo nel 2004, per chiarire la sua posizione e frenare quello che definisce “un inutile polverone”.
Maggio, con un messaggio pubblico, precisa di non essere mai stata contattata dalla criminologa: «La dr.ssa Delfino Pesce non mi ha mai contattata, preferendo fare comunicazioni mediatiche anziché spiegarci riservatamente le novità di cui dice di essere a conoscenza». Una presa di posizione netta, che arriva dopo la notizia di un possibile nuovo testimone, un uomo residente a Milano che – secondo quanto riferito in televisione – non sarebbe mai stato ascoltato dagli inquirenti.
“Mai chiusa la porta a nessuno”
Piera Maggio ribadisce di essere sempre stata disponibile ad ascoltare chiunque potesse fornire elementi utili: «Non ho mai chiuso la porta a nessuno che volesse darmi informazioni, tanto meno alla dr.ssa Delfino Pesce, che non conosco». La madre di Denise aggiunge anche un dettaglio: la criminologa avrebbe contattato lo scorso anno il suo legale, ma – a quanto riferisce – per chiedere informazioni e non per fornire elementi nuovi sull’indagine.
L’invito alla cautela
Nel suo intervento, Maggio lancia un appello chiaro: evitare interventi pubblici senza certezze. «Invito tutti a non intervenire se non si conoscono le situazioni con certezza. Creare un inutile polverone senza fatti concreti ci amareggia sempre più». Parole che riportano il focus su una vicenda che, a oltre vent’anni dalla scomparsa della bambina, continua a riaccendersi ciclicamente con nuove piste e presunti sviluppi, spesso senza esiti concreti.
"Nuono testimone"
La questione del nuovo testimone era emersa nei giorni scorsi, quando Delfino Pesce aveva parlato di una persona individuata attraverso analisi degli atti e sopralluoghi tra Mazara del Vallo e Milano. Un nome che – secondo la criminologa – non figurerebbe nel fascicolo della Procura.
Un’ipotesi che, però, al momento non trova riscontri ufficiali e che la famiglia di Denise invita a trattare con prudenza.
Il caso Denise Pipitone resta una ferita aperta per Mazara del Vallo e per tutta la provincia di Trapani. E ogni nuova pista, prima di diventare speranza concreta, deve fare i conti con verifiche e riscontri reali.
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