Inchiesta sanità e mafia, analisi su telefoni e pc di Iacolino e Vetro
Nuovo passaggio nell’inchiesta su mafia e corruzione nella sanità siciliana. I telefoni e una pen drive sequestrati a Salvatore Iacolino e Carmelo Vetro saranno analizzati dagli investigatori dello Sco, il Servizio centrale operativo della polizia.
Gli accertamenti tecnici sono stati disposti dai pubblici ministeri della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, che coordinano l’indagine su presunti rapporti tra ambienti istituzionali e imprenditoria mafiosa.
Dispositivi sotto esame
A Iacolino, ex dirigente regionale e per pochi giorni alla guida del Policlinico di Messina, sono stati sequestrati tre smartphone, due sim e una pen drive, ritenuta dagli investigatori potenzialmente rilevante.
A Vetro, imprenditore legato alla mafia di Favara e già condannato per associazione mafiosa, sono stati invece sequestrati tre telefoni cellulari.
Le operazioni di estrazione dei dati – la cosiddetta copia forense – si svolgeranno nei prossimi giorni negli uffici dello Sco a Palermo.
L’inchiesta
Secondo l’accusa, Iacolino avrebbe messo a disposizione la propria rete di contatti istituzionali per favorire Vetro, facilitando incontri con funzionari regionali e seguendo pratiche amministrative.
In cambio, secondo gli investigatori, ci sarebbero stati finanziamenti per campagne elettorali e promesse di assunzioni.
L’indagine ha già portato all’arresto dello stesso Vetro e del dirigente regionale Giancarlo Teresi, mentre per Iacolino è stato disposto l’invito a comparire davanti ai magistrati.
I prossimi passaggi
Nei prossimi giorni il fascicolo arriverà al tribunale del Riesame, che dovrà esprimersi sulla richiesta di dissequestro dei 90 mila euro in contanti trovati nell’abitazione di Iacolino.
Nel frattempo, l’analisi dei dispositivi potrebbe fornire nuovi elementi utili a rafforzare il quadro investigativo, già basato su intercettazioni e pedinamenti.
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