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14/05/2026 06:00:00

Castelvetrano: grandi opere? Meglio rigenerare. La proposta 

Dopo il contributo tecnico degli architetti, è il Partito Democratico di Castelvetrano a esporsi sul nuovo Piano Urbanistico Generale (PUG). E lo fa con una proposta che mette da parte le grandi opere utopiche per puntare su rigenerazione, consumo di suolo zero e uno sviluppo realistico delle borgate marinare. Al centro del documento, ancora una volta, il concetto di Restanza, preso in prestito dall’antropologo Vito Teti e già cavallo di battaglia nell’ultima campagna elettorale per le amministrative. Restanza come modo di (ri)abitare i luoghi con consapevolezza, a partire da una conoscenza empirica delle criticità del territorio.

 

E proprio in linea con questo principio la priorità va all’azzeramento del consumo di suolo, obiettivo che guarda sia alla tutela dell’ambiente che al recupero di risorse economiche. «Per molti decenni», si legge nel documento, «gli amministratori di questa Città hanno pensato che l’edificazione senza limiti servisse a creare sviluppo e occupazione».

Per il PD Castelvetrano, però, la crescita «sovradimensionata» della zona nord di Castelvetrano, così come di certe aree di Marinella di Selinunte, si è rivelata piuttosto «un enorme spreco di denaro e consumo del suolo». L’obiettivo, a questo punto, secondo il PD, non può essere più quello dell’espansione ma del recupero, nel tentativo di riqualificare (e prendersi cura) di quello che già c’è.

 

Una visione che è il filo conduttore di ogni punto della proposta, che si traduce così in soluzioni che suonano come aderenti alla realtà. Come quelle che – per esempio – riguardano Triscina di Selinunte. Pare infatti superato (finalmente?) il sogno del lungomare necessario, a favore di interventi meno invasivi e, di certo, più in linea con l’identità della borgata. Tra questi, la creazione di punti panoramici sul mare e il recupero naturalistico della fascia costiera, puntando a riempire di verde gli accessi alla spiaggia con piante e arbusti tipiche della macchia mediterranea. Cosa, tra l’altro, permetterebbe di preservare quell’allure selvaggia che dona a Triscina il suo fascino riconoscibile.

 

E anche per Marinella di Selinunte il concetto chiave è la salvaguardia del paesaggio. La proposta qui verte su interventi mirati per abbattere edifici abusivi e ‘ecomostri’, e per restituire la vista sul Parco Archeologico. Si parla anche di porto, ovviamente, da progettare con un occhio di riguardo per l’ambiente, e anche di depuratore, che andrebbe – secondo il PD di Castelvetrano – «spostato» per riqualificare il sentiero che porta alla riserva del Belice.

 

In linea generale, emerge l’idea di un turismo gentile, soft, che guarda allo sport, alla cultura, a un ritorno alla socialità. E che risulti in un luogo vivo, capace di accogliere, senza però lasciarsi sopraffare. Un turismo – insomma – che non aggredisce e né divora. Ma più di tutto, in questo documento, colpisce l’idea di un’urbanistica dal basso. Un’urbanistica che mette al centro la comunità, e le persone che ne fanno parte, e che guarda alla città – e alle sue borgate – non come risorsa da sfruttare, ma come spazio da vivere. Dalla creazione di orti urbani e mercati rionali nel centro storico, allo sviluppo di nuovi spazi di aggregazione e social housing, la proposta del PD sembra voler ‘restituire’ la città ai cittadini.

Castelvetrano – in questa visione – non cerca di diventare altro, ma prova piuttosto a essere la versione migliore di sé stessa.

 

Daria Costanzo