Trapani, il racconto di un turista: città bella e impossibile
Arriva in centro storico sotto il sole di luglio. Cammina tra vicoli di pietra, chiese barocche e scorci che sembrano cartoline. Il caldo si fa sentire, il figlio che è con lui ha una disabilità e ha bisogno di fermarsi qualche minuto.
Si guardano intorno in cerca di una panchina, di una fontana pubblica, di un luogo dove riprendere fiato, ma non trovano nulla.
L'unica soluzione è sedersi sui gradini di una chiesa.
È da questa immagine, semplice ma potente, che parte la lettera aperta inviata da un turista al sindaco di Trapani dopo tredici giorni trascorsi in città. Una testimonianza che, al di là del singolo episodio, riporta al centro un tema spesso trascurato: quanto è davvero accessibile Trapani per chi la visita?
Il turista, che racconta di aver apprezzato la bellezza del centro storico e soprattutto l'accoglienza dei trapanesi, ricorda con affetto l'incontro con Bartolo, pensionato delle Poste Italiane, che si è offerto spontaneamente di fargli da guida tra monumenti e curiosità della città, " il ricordo più bello della vacanza", scrive.
Ma accanto alla bellezza emergono anche le criticità.
La prima riguarda proprio il centro storico.
"Non c'è una panchina, né una fontana pubblica", racconta. Un dettaglio che, nelle giornate torride dell'estate siciliana, diventa un problema soprattutto per anziani, famiglie e persone con disabilità: così i gradini delle chiese finiscono per trasformarsi nelle uniche aree di sosta.
Il racconto diventa ancora più significativo quando descrive la passeggiata verso le saline.
L'obiettivo era raggiungere a piedi il celebre mulino "Maria Stella", uno dei luoghi simbolo del turismo trapanese. Ma, lungo il percorso, i marciapiedi scompaiono e padre e figlio sono costretti a camminare sul ciglio della strada.
Più avanti trovano una pista ciclabile, ma è invasa da canneti, sterpaglie e rifiuti.
Una situazione che richiama altre segnalazioni emerse negli ultimi anni sulla manutenzione e sulla fruibilità delle piste ciclabili cittadine, già finite al centro del dibattito per problemi legati alla sicurezza, alla manutenzione e alla gestione delle opere.
L'episodio più grave avviene però all'altezza del supermercato "Paghi Poco".
Il turista racconta di aver scoperto che all'incrocio non esistono attraversamenti pedonali né dispositivi per rallentare il traffico. Con il figlio, decide quindi di fermare personalmente le auto per consentire l'attraversamento in sicurezza. Proprio in quel momento, però, il ragazzo inciampa in una buca e cade a terra. Fortunatamente riporta solo alcune escoriazioni, ma la visita alle saline finisce lì.
Padre e figlio chiamano un taxi e rinunciano all'escursione.
Nella lettera c'è spazio anche per un'altra osservazione: il porto turistico. In occasione dell'imbarco per una crociera in catamarano verso le Egadi, racconta di aver visto centinaia di persone in fila sotto il sole, prive di una pensilina o di qualsiasi riparo.
Il racconto arriva in una fase in cui Trapani sta investendo molto sulla propria vocazione turistica. I cantieri del waterfront, il recupero delle Mura di Tramontana, i progetti finanziati dal PNRR e i nuovi servizi annunciati dall'amministrazione puntano proprio a rendere il fronte mare sempre più attrattivo e accessibile. Tra gli interventi programmati figurano anche servizi dedicati alle persone con ridotta mobilità lungo il litorale cittadino.
Eppure la testimonianza ricorda che il turismo non si misura soltanto con le grandi opere.
Una città può conquistare i visitatori con il suo patrimonio storico, con il mare, con il tramonto sulle saline e con la cordialità della sua gente. Ma basta l'assenza di una panchina, di una fontana, di un attraversamento sicuro o di un marciapiede percorribile per trasformare una passeggiata in un percorso a ostacoli.
Il finale della lettera non è una bocciatura. Anzi.
"L'anno prossimo ritorneremo", scrive il turista. "Trapani ci è piaciuta molto per l'ospitalità e la cordialità dei suoi abitanti. Ma vorremmo una città più a misura di persone con disabilità e più pulita anche oltre il centro storico. L'ospitalità è il più bel biglietto da visita".
Ma non deve bastare: ed è forse proprio questa la riflessione più interessante.
Le città turistiche non vengono giudicate soltanto da ciò che mostrano nelle brochure, ma da come accompagnano chi le attraversa: a volte basta una panchina all'ombra per fare la differenza.
Trapani, il caso Porta Botteghelle: "Mio figlio in carrozzina non può arrivare al mare"
Una donna romana in vacanza a Trapani, una mamma, denuncia di non poter accompagnare il figlio con disabilità motoria fino alla battigia di Porta Botteghelle: non ci sono percorsi adatti, ma in compenso c'è un tappeto di posidonia....
Trapani, il racconto di un turista: città bella e impossibile
Arriva in centro storico sotto il sole di luglio. Cammina tra vicoli di pietra, chiese barocche e scorci che sembrano cartoline. Il caldo si fa sentire, il figlio che è con lui ha una disabilità e ha bisogno di fermarsi qualche...
Sezioni
