Cappuccinelli, il PINQuA inciampa nel passato: pilastri corrosi, abusi e corsa contro il tempo
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Pilastri corrosi, reti mai censite e il nodo degli abusi edilizi da sanare. Al quartiere Cappuccinelli di Trapani il PINQuA corre verso la scadenza del Pnrr, ma sotto le case sono spuntati problemi che nessuno aveva messo in conto. Il cantiere nato per cancellare anni di degrado oggi deve fare i conti proprio con quello che quegli stessi anni hanno lasciato: sotto terra, dentro i palazzi e nelle carte degli uffici.
È l’ultimo round tra lavori, abusivismo e burocrazia. Una corsa contro il calendario che rischia di trasformarsi in un boomerang per l’amministrazione Tranchida, già dentro una lunga fase politica segnata dalla campagna elettorale anticipata e dalla mozione di sfiducia che pesa sul sindaco.
Il mix è delicato: rispettare i tempi imposti dal Pnrr, risolvere problemi strutturali imprevisti, mettere ordine nelle irregolarità edilizie e soprattutto evitare che ritardi e costi aggiuntivi possano aprire la strada a nuovi debiti fuori bilancio. Una partita che, alla fine, ricadrebbe sul Comune e quindi sui cittadini.
Il PINQuA dei Cappuccinelli è uno degli interventi più importanti degli ultimi anni: un progetto da circa 30 milioni di euro per riqualificare un intero quartiere popolare. Ma appena il cantiere è entrato nel vivo sono arrivate le sorprese.
Durante gli interventi sono emersi pilastri con ferri deteriorati e situazioni strutturali peggiori rispetto alle previsioni iniziali. Nel sottosuolo, invece, gli operai hanno trovato reti e collegamenti mai censiti, elementi che hanno imposto verifiche e rallentamenti.
I residenti, attraverso il comitato guidato da Vincenzo Miceli, non nascondono le preoccupazioni: il timore è che i tempi si allunghino e che il quartiere rimanga ancora un cantiere. Alcune criticità, denunciano, sarebbero state risolte, altre restano aperte. C’è chi convive da mesi con ponteggi, lavori davanti casa e disagi quotidiani.
Il Comune, però, assicura che il cronoprogramma non cambia. L’ingegnere Orazio Amenta ha ricordato che i tempi sono stati rivisti alla luce delle difficoltà incontrate, ma l’obiettivo resta chiudere gli interventi. La conclusione dei lavori è prevista entro agosto, con l’aumento delle maestranze e un’accelerazione del cantiere.
La strategia è aprire più fronti contemporaneamente: più operai, più squadre e una richiesta di circa un milione di euro aggiuntivo per coprire gli interventi emersi in corso d’opera.
Resta anche il capitolo degli abusi edilizi. Per chiudere definitivamente la partita servirà regolarizzare le difformità accumulate negli anni. Un passaggio che passa anche dalla costituzione dei condomini, necessaria per gestire le pratiche senza lasciare centinaia di singoli casi aperti.
Intanto qualcosa cambia. Nel nuovo parco interno sono stati installati i pali dell’illuminazione, una parte del verde è già stata sistemata e sono pronti gli autobloccanti per completare la pavimentazione.
Ma il conto alla rovescia continua. Ai Cappuccinelli la sfida non è più soltanto costruire il nuovo: è riuscire a sistemare tutto quello che il vecchio quartiere si porta dietro prima che il tempo finisca.
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