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20/07/2026 13:25:00

Porto di Selinunte: indagine della procura per abbandono e deposito incontrollato di rifiuti 

Il porticciolo di Marinella di Selinunte continua a fare i conti con una situazione di forte criticità. Nonostante gli interventi di bonifica avviati dalla Regione Siciliana, lo scalo resta parzialmente inagibile e la Procura di Marsala ha aperto un'inchiesta sulla gestione dei lavori di rimozione della posidonia eseguiti tra la fine del 2024 e l'inizio del 2025. Le ipotesi di reato contestate riguardano l'abbandono e il deposito incontrollato di rifiuti, al termine delle indagini svolte dalla Guardia Costiera di Mazara del Vallo.

 

L'inchiesta sui lavori della posidonia

Secondo quanto ricostruito dalla Capitaneria di Porto, già alla fine del 2025 gli investigatori avevano riscontrato la presenza di enormi cumuli di posidonia accumulati sulle banchine del porto, mescolati a rifiuti di ogni genere, tra cui plastiche, pneumatici usati e spezzoni di reti da pesca.

Gli accertamenti avrebbero evidenziato che il progetto finanziato dalla Regione prevedeva non solo il dragaggio della posidonia dai fondali, ma anche la separazione e il corretto smaltimento dei rifiuti recuperati. Una fase che, secondo quanto riferito dalla Guardia Costiera, non sarebbe mai stata completata, lasciando il materiale accumulato nell'area portuale.

Lo stesso appalto era già finito nei mesi scorsi al centro di accertamenti della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo per altre vicende legate alla gestione della gara.

 

Disagi per pescatori e diportisti

L'abbandono dei cumuli di posidonia avrebbe causato pesanti ripercussioni sulle attività del porto. Diverse imbarcazioni sarebbero rimaste bloccate tra i depositi di materiale vegetale, i rifiuti e l'insabbiamento dei fondali, limitando l'operatività di pescatori e diportisti.

 

Bonifica quasi conclusa, ma il porto non è ancora pienamente operativo

La Regione Siciliana ha successivamente disposto un nuovo intervento di bonifica, avviato lo scorso giugno e ormai prossimo alla conclusione. Tuttavia, secondo la Capitaneria, il problema è tutt'altro che risolto.

Per restituire piena funzionalità allo scalo sarà infatti necessario completare il dragaggio dei fondali, rimuovere la posidonia rimasta, eliminare i rifiuti ancora presenti e liberare il porto da alcuni relitti di imbarcazioni abbandonate che continuano a ostacolare la navigazione.

 

Resta in vigore l'avviso di pericolosità

Proprio per le criticità ancora presenti, la Capitaneria di Porto di Mazara del Vallo ha deciso di mantenere in vigore l'Avviso di pericolosità n. 1/2026, emanato lo scorso gennaio, che disciplina l'utilizzo degli spazi ancora navigabili e limita le attività portuali per garantire la sicurezza.

L'obiettivo è evitare la completa paralisi dello scalo, in attesa degli interventi definitivi.

 

Le altre emergenze ancora aperte

Tra le criticità segnalate figura anche la presenza di una vecchia imbarcazione utilizzata in passato per il traffico di migranti e successivamente confiscata, ancora ferma all'interno del porto. Per la sua rimozione, riferisce la Capitaneria, l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha già affidato l'incarico a una ditta specializzata.

Resta inoltre da affrontare il problema dei rifiuti urbani accumulati da anni nelle aree retrostanti le banchine, per i quali sono stati più volte richiesti interventi a Regione e Comune.

L'appello alle istituzioni

La Guardia Costiera sottolinea che continuerà a monitorare la situazione per garantire la sicurezza della navigazione e la tutela dell'ambiente marino, ma evidenzia la necessità di un intervento rapido e coordinato delle istituzioni.

L'obiettivo è restituire piena operatività al porticciolo di Marinella di Selinunte, fondamentale per la pesca e il turismo del territorio, evitando che il prossimo inverno possa aggravare ulteriormente una situazione già fortemente compromessa.