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02/09/2026 06:00:00

Dentro il BRT, la nuova viabilità a Trapani: "spariscono" 236 parcheggi

Il cantiere prima o poi finirà. Le transenne saranno rimosse, gli operai lasceranno il lungomare e la nuova linea del Bus Rapid Transit entrerà in funzione. Ma alcune delle modifiche realizzate in questi mesi resteranno. A partire dai parcheggi: secondo gli elaborati progettuali, lungo il percorso della BRT Trapani perderà complessivamente 236 stalli.

 

È uno dei numeri che meglio spiegano le polemiche esplose attorno al progetto. In questi mesi commercianti, residenti e automobilisti hanno contestato la riduzione dei parcheggi, le difficoltà di accesso al centro storico e gli effetti dei lavori sulla circolazione. A protestare sono stati soprattutto gli esercenti del centro, che lamentano un calo delle presenze e temono che la cancellazione degli stalli possa produrre conseguenze anche dopo la conclusione del cantiere.

Nella prima puntata della nostra inchiesta abbiamo ricostruito il progetto generale: quanto costa, quanto è lungo il percorso, dove passeranno i mezzi e come dovrebbe funzionare il servizio. Adesso entriamo nel capitolo più delicato: la nuova viabilità prevista dal progetto e il suo impatto sulla città.

Quanti parcheggi spariranno

Il dato contenuto nella relazione progettuale è netto: la realizzazione della BRT comporterà la perdita di 236 posti auto.

Nel dettaglio, saranno eliminati:

  • 188 stalli a pagamento;
  • 25 stalli riservati;
  • 23 parcheggi liberi.

La parte più consistente riguarda dunque le strisce blu, concentrate lungo gli assi attraversati dal nuovo sistema di trasporto e nelle aree prossime al centro storico e al porto.

Non si tratta di un effetto temporaneo dovuto alla presenza del cantiere. Gli stalli vengono cancellati per consentire la realizzazione delle fermate, delle corsie, delle isole spartitraffico, dei nuovi marciapiedi e delle modifiche necessarie a far transitare i mezzi della BRT.

È qui che si concentra una delle principali contestazioni. Il progetto punta a ridurre la presenza delle automobili lungo il percorso e a favorire l’utilizzo del trasporto pubblico. Ma perché questo accada, il servizio dovrà essere realmente competitivo: frequente, puntuale e collegato con parcheggi di interscambio facilmente accessibili.

In caso contrario, la riduzione degli stalli rischia di essere percepita soltanto come una sottrazione di spazio, senza un’alternativa sufficientemente efficace.

Le proteste dei commercianti

Le polemiche non sono nate oggi. Da mesi i commercianti del centro storico denunciano le conseguenze dei lavori sulle proprie attività: strade difficili da raggiungere, percorsi modificati, parcheggi cancellati e clienti scoraggiati dal traffico e dalla presenza del cantiere.

La preoccupazione riguarda soprattutto quello che succederà dopo. Finché ci sono transenne e lavori in corso, il disagio può essere considerato temporaneo. Ma la soppressione dei parcheggi è una scelta strutturale, destinata a cambiare in modo permanente l’accesso al centro.

Secondo gli esercenti, una riduzione così consistente degli stalli rischia di spingere una parte dei clienti verso zone commerciali più facilmente raggiungibili in automobile. È il timore, in particolare, di chi gestisce negozi, bar e ristoranti nel centro storico e lungo il fronte del porto.

Dall’altra parte, l’amministrazione sostiene una visione diversa: meno automobili, più trasporto pubblico, maggiore spazio per i pedoni e un centro urbano più ordinato e accessibile. È la filosofia alla base della BRT. Ma tra l’obiettivo scritto nel progetto e il risultato concreto c’è una variabile decisiva: la qualità del servizio che sarà effettivamente offerto.

 

Il ruolo del Parcheggio Egadi

Il percorso della BRT parte dal terminal T1, previsto nell’area del Parcheggio Egadi, a piazzale Ilio. L’idea è che chi arriva in città possa lasciare l’automobile nell’area di sosta e proseguire verso il centro con il trasporto pubblico.

Il parcheggio di interscambio diventa quindi uno degli elementi fondamentali dell’intero sistema. La riduzione degli stalli lungo il percorso viene compensata, almeno nelle intenzioni, dalla possibilità di lasciare l’auto all’esterno del centro e utilizzare la BRT.

Il progetto, però, dovrà misurarsi con le abitudini dei cittadini. Per convincere automobilisti e pendolari a cambiare mezzo non basta eliminare i parcheggi: servono corse regolari, tempi d’attesa contenuti, informazioni chiare, affidabilità e collegamenti compatibili con gli orari di lavoro e di apertura delle attività.

La relazione indica una frequenza di 15-20 minuti con un solo minibus e di circa 7-10 minuti con due mezzi contemporaneamente in servizio. La differenza non è secondaria. Con un’attesa vicina ai venti minuti, il sistema rischierebbe di perdere buona parte della propria attrattività; con due mezzi e corse più ravvicinate, potrebbe invece diventare una vera alternativa all’automobile.

Tre nuove rotatorie

La BRT non modifica soltanto i parcheggi. Il progetto prevede anche la realizzazione di tre nuove rotatorie, necessarie per consentire ai mezzi di cambiare direzione e completare il percorso.

Le rotatorie dovranno regolare i punti in cui il tracciato si inserisce nella viabilità ordinaria o compie l’inversione di marcia. Serviranno inoltre a ridurre, nelle intenzioni dei progettisti, i punti di conflitto tra autobus e automobili.

Anche in questo caso, però, il funzionamento reale dipenderà dal comportamento del traffico. Gli spazi lungo il centro urbano sono limitati e la BRT non viaggerà sempre su una sede completamente separata. Per gran parte del percorso i minibus condivideranno infatti la strada con gli altri veicoli.

900 metri di corsia riservata

L’intero tracciato di andata e ritorno misura 5,3 chilometri, ma la corsia fisicamente riservata alla BRT si estende per circa 900 metri. Considerando entrambi i sensi di percorrenza, il progetto calcola 1.800 metri di tragitto in sede riservata, pari a circa il 35 per cento del percorso complessivo.

I restanti 3,5 chilometri, cioè circa il 65 per cento, saranno percorsi in promiscuo con il traffico ordinario.

Questo significa che, fuori dalle corsie preferenziali, i minibus potranno risentire di ingorghi, soste irregolari, rallentamenti e congestione. La puntualità del servizio dipenderà quindi anche dalla nuova organizzazione della circolazione e dalla capacità di mantenere liberi gli spazi destinati al transito dei mezzi.

La cancellazione dei parcheggi nasce anche da questa esigenza: impedire che le automobili in sosta riducano lo spazio disponibile o ostacolino il passaggio della BRT.

 

Cambiano svolte e attraversamenti

L’assetto circolatorio allegato al progetto ridisegna diversi punti del percorso. Alcune manovre vengono limitate, altre canalizzate attraverso le nuove isole stradali e le rotatorie. In diversi tratti gli automobilisti non potranno più effettuare le svolte come avveniva prima dei lavori e dovranno seguire percorsi differenti.

Sono inoltre previsti dieci attraversamenti pedonali centrali regolati da semafori. Il sistema dovrebbe consentire ai passeggeri di raggiungere in sicurezza le fermate collocate al centro della carreggiata, coordinando il passaggio dei pedoni con quello degli autobus e delle automobili.

È una trasformazione rilevante soprattutto lungo il fronte del porto, dove la sezione stradale è stata completamente ridisegnata: carreggiate, fermate, marciapiedi, attraversamenti e spazi di sosta non avranno più la configurazione precedente.

La scommessa del progetto

Il progetto compie una scelta precisa: sottrarre spazio alle automobili per destinarlo al trasporto pubblico e ai pedoni. È questo, in fondo, il cuore della BRT. Ed è anche il motivo per cui Trapani si è divisa.

Da una parte c’è chi considera l’intervento necessario per modernizzare la mobilità cittadina e ridurre il traffico nel centro. Dall’altra ci sono commercianti, residenti e automobilisti che temono una città più difficile da raggiungere e un ulteriore indebolimento delle attività economiche.

I documenti chiariscono cosa cambierà: 236 parcheggi in meno, tre rotatorie, nuove fermate, attraversamenti semaforizzati e una diversa organizzazione delle svolte e dei flussi di traffico.

 

Quello che i documenti non possono dire è se il nuovo sistema funzionerà davvero. Dipenderà dal numero dei mezzi, dalla frequenza delle corse, dal rispetto delle corsie, dalla gestione del Parcheggio Egadi e dalla capacità di collegare il centro senza costringere cittadini e visitatori ad attese eccessive.

La BRT promette una città con meno automobili. Ma per convincere i trapanesi a lasciare la macchina servirà qualcosa di più di una striscia rossa sull’asfalto.



Inchieste | 2026-09-01 06:00:00
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