×
 
 
21/09/2026 06:00:00

Cultural Cafè, Poma rimette al sindaco la valutazione sul suo incarico

L’assessora respinge i favoritismi e si dice pronta a dimettersi se emergeranno sue violazioni. La relazione del D50 difende la procedura e richiama la SCIA del bar. Ecco cosa aggiungono i documenti e quali verifiche restano da completare.

 

Giusy Ilenia Poma rimette a Giacomo Tranchida la valutazione sulla propria delega al Distretto sociosanitario 50 e, più in generale, sulla prosecuzione della sua esperienza in giunta. È la novità politica della lunga nota con cui l’assessora interviene sul caso Cultural Cafè, dopo l’inchiesta pubblicata da Tp24 il 15 settembre e le polemiche sulla gestione dello spazio nel complesso monumentale di San Domenico.

«Rimetto al Sindaco ogni valutazione sull’opportunità che io continui a esercitare la delega al Distretto Socio Sanitario D50 e, più in generale, sul prosieguo della mia esperienza amministrativa», scrive Poma.

L’assessora respinge qualsiasi favoritismo verso Culturalmente APS e si dichiara disponibile a lasciare l’incarico qualora dagli accertamenti emerga un suo atto scorretto, un’indebita interferenza o la violazione di un obbligo connesso al ruolo. La nota non annuncia dimissioni già presentate: affida una valutazione politica al sindaco e lega l’eventuale passo indietro all’accertamento di responsabilità personali.

Il passaggio arriva dopo la richiesta di dimissioni avanzata da Fratelli d’Italia, che aveva posto soprattutto una questione di opportunità politica legata ai rapporti tra l’assessora e alcuni fondatori dell’associazione.

 

La relazione chiesta dal segretario generale

 

Alla nota di sette pagine Poma allega la relazione di Marilena Cricchio, responsabile del Distretto e del procedimento, indirizzata al segretario generale Giovanni Panepinto e, per conoscenza, al sindaco.

Il documento risponde alla richiesta del 15 settembre con la quale il segretario aveva domandato, entro il 17, una ricostruzione delle fasi dell’affidamento e delle verifiche sui requisiti. Cricchio ricorda che il fascicolo era già stato trasmesso il 31 agosto alla VII commissione consiliare, con copia al sindaco e alla segreteria generale. La relazione tiene conto anche dell’audizione svolta in commissione il 15 settembre.

La responsabile sostiene la regolarità della procedura, ricostruisce la pubblicità dell’avviso e i controlli sui partecipanti, affronta la questione delle autorizzazioni. Sono le valutazioni dell’ufficio che ha seguito il procedimento, accompagnate da una cronologia e da schermate delle pubblicazioni istituzionali e giornalistiche dell’avviso.

 

La SCIA del bar: cosa afferma adesso il D50

 

Il punto più rilevante sul piano amministrativo riguarda la SCIA per la somministrazione. Nell’inchiesta Tp24 aveva riportato l’informazione secondo cui, durante un’audizione in commissione, il funzionario del SUAP Angelo Faraci aveva riferito che la segnalazione non risultava presentata. Il progetto esecutivo di giugno indicava inoltre un iter per agibilità e successiva SCIA ancora in corso.

La nuova relazione del D50 contiene un elemento diverso: nella cronologia compare espressamente la voce «Rilascio SCIA BAR (vedi allegati Ufficio Tecnico)», insieme alla perizia fonometrica.

Nel testo Cricchio sostiene che, nel periodo tra il 29 luglio e il 13 settembre, Culturalmente abbia svolto la programmazione rispettando gli adempimenti amministrativi, sanitari, assicurativi e di sicurezza. Richiama le SCIA, gli adempimenti sanitari e quelli relativi alla somministrazione di alcolici, l’HACCP, le assicurazioni e la garanzia fideiussoria.

La posizione ufficiale del D50 è dunque che gli adempimenti per il bar siano stati curati. Poma chiede che a questi chiarimenti venga data la stessa evidenza riservata alle contestazioni iniziali.

Resta da completare la ricostruzione documentale: nei due PDF trasmessi alla stampa non è allegata la copia della SCIA e non ne sono indicati data e protocollo. La relativa riga della cronologia non riporta una data. Le ultime quattro pagine della relazione contengono schermate sulla diffusione dell’avviso, mentre gli allegati dell’Ufficio tecnico vengono richiamati ma non riprodotti.

Per ricostruire la situazione all’apertura e confrontarla con quanto riferito in commissione servono quindi la pratica e le ricevute, con le date e le attività dichiarate. La relazione colloca l’apertura al pubblico al 31 luglio 2026.

 

Gli eventi: per gli uffici erano laboratori

 

La relazione distingue poi l’attività di somministrazione dalla questione dei pubblici spettacoli. Secondo Cricchio, le iniziative esaminate erano laboratori con istruttore o esperto, a numero chiuso e con registrazione preventiva: su questa base l’ufficio sostiene che non fossero qualificabili come pubblico spettacolo.

Il documento richiama anche una perizia fonometrica predisposta prima dell’avvio e successivamente integrata, le licenze SIAE e le attestazioni di pagamento acquisite attraverso STEP, il soggetto incaricato dell’accompagnamento tecnico.

Il punto ristoro viene descritto come un servizio accessorio alle attività culturali, riservato a chi accede al complesso secondo le modalità stabilite dal Comune, assimilabile alla caffetteria interna di un museo. È la qualificazione sostenuta dal D50: la verifica delle singole iniziative richiede il confronto con le loro effettive modalità di svolgimento e con i documenti richiamati.

 

Il progetto prima dell’associazione

 

Una parte consistente della replica riguarda la cronologia. Poma ricorda che il progetto CulturalCafè_D50 era già stato approvato con la delibera di giunta n. 20 del 31 gennaio 2025, comprendendo sia la localizzazione al San Domenico sia la previsione di una successiva selezione del gestore attraverso un avviso di coprogettazione. L’impostazione era stata confermata nell’ottobre dello stesso anno.

«Nel 2025 io non ero Assessore», scrive, negando di avere deciso la nascita del progetto, la scelta dell’immobile o il ricorso alla coprogettazione.

Quanto a Culturalmente, la sequenza resta quella già ricostruita: costituzione il 1° aprile 2026, avviso comunale il 14, decreto di iscrizione al RUNTS il 28 e candidatura il 29, ultimo giorno utile. Poma colloca al 20 aprile gli adempimenti presso l’Agenzia delle Entrate e la presentazione della domanda al registro.

L’assessora sottolinea che l’iscrizione dipendeva dalla Regione e che il Comune non poteva determinarne l’esito o i tempi. Chiede perché, nell’ipotesi di una conoscenza anticipata dello specifico avviso, l’associazione avrebbe atteso fino a pochi giorni dalla scadenza per acquisire il requisito.

La relazione precisa che l’iscrizione doveva essere posseduta al momento della candidatura, non alla pubblicazione dell’avviso. Il decreto del 28 aprile precede la domanda comunale del 29, come già riportato nell’inchiesta.

 

La pubblicità dell’avviso e l’unica candidatura

 

Cricchio elenca i canali attraverso i quali fu diffuso l’avviso: Albo pretorio, Amministrazione trasparente, siti dei Comuni del Distretto e social istituzionali. Gli allegati mostrano, tra l’altro, un post del D50 del 14 aprile, pubblicazioni sui siti comunali e articoli di stampa nei giorni successivi.

L’ufficio afferma che furono utilizzate le modalità ordinarie di pubblicità e che non sono state riscontrate irregolarità su questo punto. Rimane il dato dell’unica candidatura ricevuta, quella di Culturalmente APS.

La relazione inquadra il percorso nella coprogettazione con un ente del Terzo settore e ricorda i controlli sulle cause di esclusione, sull’antimafia e sul casellario delle persone titolari delle principali cariche. I componenti della commissione, aggiunge, avevano dichiarato l’assenza di incompatibilità o conflitti d’interesse.

 

I parenti e la presenza al tavolo del 21 maggio

 

Nella prima risposta a Tp24, Poma aveva confermato che Gaia Poma e Lorenzo Junior Poma sono suoi cugini e che Martina Iannazzo, presidente dell’associazione, è la compagna di suo fratello. Aveva respinto qualsiasi intervento a loro favore e annunciato l’astensione, per ragioni di opportunità, dalle valutazioni sulla futura gestione.

Nella nuova nota aggiunge di non avere conosciuto la genesi dell’associazione, di non avere partecipato alla scelta dei fondatori o delle cariche e di avere appreso solo successivamente della presenza dei cugini tra i soci. La relazione precisa che Gaia e Lorenzo figurano nell’atto costitutivo come fondatori senza cariche sociali specifiche.

Poma affronta poi la propria presenza al tavolo del 21 maggio, documentata dal verbale: «La mia fu una presenza politica, in accompagnamento al Sindaco e su richiesta della dott.ssa Marilena Cricchio».

Spiega che l’intervento avvenne prima dell’apertura formale della seduta e dopo l’esame della candidatura da parte della commissione, svolto il 20 maggio. Nega di avere attribuito punteggi, verificato requisiti o assunto decisioni sull’ammissione.

L’assessora distingue dunque la presenza politica, che riconosce, dalle decisioni tecniche, nelle quali nega di essere intervenuta. «Qual è, concretamente, l’atto con il quale avrei favorito Culturalmente?», domanda.

 

Un’associazione nuova e l’esperienza valutata

 

Alla questione della recente costituzione di Culturalmente, la relazione risponde ricordando che il programma mirava proprio a favorire nuova imprenditorialità giovanile, anche attraverso soggetti privi di esperienza pregressa. Il progetto prevedeva formazione, orientamento e tutoraggio; il supporto tecnico-amministrativo era stato affidato a STEP con una procedura separata.

La spiegazione chiarisce perché un’associazione appena costituita potesse essere destinataria dell’intervento. Rimane distinto il passaggio del verbale del 20 maggio che valorizzava «l’esperienza maturata dall’Ente nell’ambito della promozione culturale e sociale», quando Culturalmente esisteva da 49 giorni.

Su questo specifico giudizio, la nuova relazione non indica quali attività già svolte dall’ente o quali esperienze dei suoi componenti siano state utilizzate nella valutazione. Il riscontro passa dalla proposta originaria e dai relativi allegati.

 

I controlli e la scadenza del progetto

 

Il quadro economico complessivo resta di 187.500 euro, mentre il contributo massimo diretto a Culturalmente è di 40.600 euro. Sono importi da distinguere dalle somme effettivamente erogate e dalle spese rendicontate.

La fase finanziata ha come termine il 30 settembre, salvo proroghe; la convenzione non attribuisce un diritto automatico alla prosecuzione nell’utilizzo degli spazi. Saranno quindi da valutare i risultati delle attività, la rendicontazione e le condizioni dell’eventuale gestione successiva.

Poma rivendica il lavoro dei giovani coinvolti, ma afferma: «Ogni euro deve essere rendicontato. Ogni attività deve essere verificata. Ogni adempimento deve essere rispettato».

Sul piano amministrativo, la relazione del D50 fornisce la risposta dell’ufficio alle contestazioni. Sul piano politico, l’assessora affida a Tranchida una valutazione che riguarda adesso la sua stessa permanenza nell’incarico.