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15/09/2026 06:00:00

Acqua contaminata a Trapani, l’emergenza non è finita: in campo Regione, Protezione civile e Forze armate

La crisi dell’acqua contaminata a Trapani resta aperta, ma sul fronte dell’approvvigionamento sostitutivo si rafforza la rete istituzionale attivata per sostenere il Comune. 

 

È questo l’esito del nuovo vertice convocato dal prefetto Daniela Lupo, al quale hanno partecipato Regione Siciliana, Protezione civile, Dipartimenti regionali dell’Acqua e dei Rifiuti, Asp, Ati idrico, Genio Civile, Vigili del fuoco, Aeronautica militare, Esercito, Forze dell’ordine, Dia e Siciliacque.

 

Il tavolo arriva dopo la riunione del 26 agosto e dopo il confronto tecnico del 7 settembre in sede Ati. L'obiettivo immediato è garantire continuità al servizio di distribuzione dell'acqua potabile alle utenze ancora sottoposte a divieto di utilizzo della rete.

 

La situazione, infatti, non è ancora risolta. Nei giorni scorsi il Comune aveva lanciato un vero e proprio allarme sulla disponibilità di autobotti e autisti: circa 150 utenze risultavano ancora interessate dalle limitazioni e l'amministrazione aveva chiesto l'intervento di Vigili del fuoco, Forze armate e Protezione civile. Il problema si era aggravato con la temporanea indisponibilità di due autobotti regionali. 

 

Autobotti, il sistema di soccorso entra a regime

Dal vertice in Prefettura arriva adesso la conferma della prosecuzione del meccanismo di mutuo soccorso tra enti locali. 

La Protezione civile regionale continuerà a collaborare con il Comune per rafforzare il Centro operativo comunale, attivato il 26 agosto, e per organizzare in maniera più strutturata l'impiego delle autobotti messe a disposizione da altri Comuni.

 

Secondo quanto comunicato dalla Prefettura, il coordinamento attivato con il Dipartimento regionale della Protezione civile e l'Ati avrebbe già consentito di migliorare sensibilmente il servizio, permettendo di evadere le richieste nella stessa giornata della prenotazione o in quella immediatamente successiva.

 

Il Comune aveva attivato il COC proprio per coordinare l'assistenza alla popolazione e il rifornimento sostitutivo delle utenze interessate dai divieti. 

 

Ancora da capire l'origine della contaminazione

Il nodo principale, però, resta quello sanitario. 

L'Asp di Trapani ha confermato l'attività di verifica del rientro dei parametri di potabilità e ha annunciato una nuova campagna sistematica di prelievi e analisi, successiva agli interventi effettuati dall'amministrazione comunale.

 

La contaminazione interessa una zona circoscritta della città, ma il problema si trascina ormai da settimane. 

 

Nel frattempo, il dossier tecnico presentato nei giorni scorsi dall'amministrazione ha riportato l'attenzione anche sulle condizioni della rete fognaria e sulle possibili interferenze con quella idrica. In particolare, sono state evidenziate criticità legate a vecchie condotte destinate alle acque bianche e utilizzate nel tempo anche per scarichi fognari. 

Non c'è, tuttavia, ancora una causa definitivamente individuata e risolta. Ed è questo il punto che rende necessario mantenere attiva la struttura emergenziale.

 

Tecnici regionali e militari pronti a intervenire

La Regione ha assicurato inoltre la disponibilità di propri tecnici per una valutazione della situazione e per individuare possibili soluzioni sia nell'immediato sia nel medio-lungo periodo.

 

Sul fronte operativo, Vigili del fuoco, 37° Stormo dell'Aeronautica militare e 6° Reggimento Bersaglieri hanno confermato la disponibilità a supportare il Comune, in caso di necessità e attraverso interventi programmati, per garantire l'approvvigionamento delle scuole presenti nell'area interessata.

 

Una necessità destinata a diventare ancora più rilevante con la piena ripresa delle attività scolastiche.

 

Controlli delle forze dell'ordine

La prefetta Lupo ha infine disposto la prosecuzione dei controlli delle Forze dell'ordine, già attivi dal secondo semestre del 2024 nell'ambito delle misure adottate dal Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica durante l'emergenza idrica siciliana.

 

Una crisi che a Trapani non riguarda più soltanto la quantità d'acqua disponibile, ma anche la sicurezza della rete e la necessità di garantire un servizio sostitutivo alle utenze escluse dall'utilizzo dell'acqua corrente. La stessa Prefettura, già nel 2024, aveva inserito la provincia di Trapani nel quadro delle attività di monitoraggio e mitigazione dell'emergenza idrica regionale. 

 

La nuova riunione istituzionale certifica dunque una cosa: l'emergenza non è ancora chiusa, ma il sistema di soccorso attorno al Comune viene ulteriormente consolidato. 

Il tema decisivo resta ora quella delle analisi dell'Asp e degli interventi sulla rete: solo il ritorno stabile dei parametri di potabilità potrà consentire di archiviare definitivamente il ricorso alle autobotti.