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29/03/2026 06:00:00

Adesso Antonini dopo il palazzetto perde anche la palestra

Dopo il Pala Daidone, anche la palestra dell’istituto comprensivo “Nunzio Nasi” esce dall’orbita della Trapani Shark.

Un altro impianto pubblico che torna nella piena disponibilità del Comune, dentro una linea amministrativa che ormai è chiara: rimettere ordine nella gestione degli impianti sportivi cittadini dopo l'uragano Antonini.

In questo quadro, la vicenda della “Nunzio Nasi” non è un caso marginale, ma l’ennesimo tassello. E la linea amministrativa della revoca delle concessioni segna una discontinuità netta rispetto al recente passato.

Il caso della palestra della “Nunzio Nasi”

Il 25 luglio 2024 viene sottoscritto un protocollo d’intesa (n. 62810) tra Comune, istituto scolastico e la società Trapani Shark, con l’obiettivo di garantire ricadute positive e significative per il territorio, in particolare per i giovani, attraverso un progetto finalizzato alla promozione della pratica sportiva della pallacanestro quale strumento di inclusione e di crescita umana, sociale e culturale.

L'accordo prevedeva inoltre specifici momenti di collaborazione con la scuola, finalizzati alla valorizzazione dell'offerta formativa mediante attività strutturate di sviluppo della pallacanestro in orario scolastico, nonché il trasferimento agli studenti di conoscenze e competenze utili alla crescita relazionale, educativa e sociale. Ma la realtà prende una direzione opposta.

A partire da settembre 2025, la società interrompe l’utilizzo della struttura senza alcuna comunicazione ufficiale. L’impianto resta formalmente assegnato, ma di fatto inutilizzato, sottratto alla disponibilità della scuola e delle associazioni del territorio. Si crea così un cortocircuito amministrativo: un protocollo d'intesa attivo che produce inattività, un vincolo giuridico che genera vuoto funzionale.

A rendere ancora più complesso il quadro contribuiscono una serie di elementi materiali.

All’interno della palestra vengono installati il parquet dismesso del Pala Daidone e attrezzature provenienti dallo stesso impianto, tra cui i canestri. I lavori sarebbero stati eseguiti da un soggetto privato che, secondo quanto emerge, non avrebbe ricevuto il dovuto compenso.

Dal mese di ottobre 2025, uno dei due canestri venne rimosso e trasferito nuovamente al palazzetto per esigenze legate alla Basketball Champions League, senza fare ritorno nella struttura scolastica. Tale situazione rende di fatto impraticabile il campo di di pallacanestro e compromette lo svolgimento delle attività didattiche curricolari di educazione motoria e del gruppo sportivo scolastico. Il risultato è emblematico: una palestra pubblica con dotazioni incomplete, interventi non chiaramente rendicontati e responsabilità che si disperdono tra pubblico e privato.

La segnalazione del dirigente: il punto di emersione

Il passaggio decisivo che porta la vicenda all’attenzione dell’amministrazione è la segnalazione formale del dirigente scolastico prof. Ignazio Monticciolo. In data 17/12/2025, è stata inviata dal Dirigente alla Trapani Shark una nota di richiesta chiarimenti in merito sia al mancato utilizzo della palestra in orario pomeridiano sia al ripristino del canestro rimosso, contestando ufficialmente alla società la mancata attuazione del protocollo d’intesa e concedendo alla stessa un termine per fornire chiarimenti. In assenza di riscontro, la comunicazione viene inoltrata anche al Comune il 19 gennaio 2026. È questo il momento in cui la questione esce dalla dimensione interna e diventa tema amministrativo e politico.

L’intervento del Comune: ripristinare la funzione pubblica

È a seguito di questa segnalazione che il Comune interviene. L’assessore allo Sport Andrea Genco dispone la riassegnazione della palestra e, soprattutto, afferma con chiarezza un principio: gli impianti pubblici devono essere restituiti alla comunità, sottratti a inerzie e gestioni opache. Non si tratta solo di risolvere un caso specifico, ma di riaffermare una regola generale: lo spazio pubblico non può restare vincolato senza essere utilizzato, né gestito in assenza di trasparenza e responsabilità.

Il tema, nel caso della “Nunzio Nasi”, assume un peso ancora maggiore alla luce degli investimenti previsti. Proprio sulla palestra dell’Istituto Comprensivo è stato approvato un progetto di riqualificazione da 350 mila euro, candidato ai fondi del PR FESR Sicilia 2021-2027. Risorse pubbliche che impongono un salto di qualità nella gestione: ogni euro investito richiede trasparenza, tracciabilità e piena fruibilità.

Una sequenza di revoche

Il punto di svolta più evidente è arrivato con il Palazzetto dello Sport “Ettore Daidone”. Il Comune è rientrato materialmente in possesso dell’impianto, cambiando le serrature e sancendo la fine del rapporto con la Trapani Shark. La decisione si fonda su una precisa determinazione dirigenziale che ha dichiarato la decadenza, la risoluzione e la revoca della concessione. Alla base del provvedimento ci sono due ordini di motivi: la perdita dei requisiti giuridici e una lunga serie di contestazioni gestionali.

Parallelamente, anche sul fronte dello Stadio Provinciale sono emerse criticità: le convenzioni pubbliche non prevedono rinnovi automatici e richiedono atti formali per essere prorogate. La tesi di una continuità fino al 2027, sostenuta da Antonini, non trova riscontro negli atti ufficiali, che parlano di affidamenti annuali rinnovabili solo con provvedimenti espliciti. È un passaggio cruciale: segna la fine di un modello basato su affidamenti ampi e poco strutturati e l’inizio di una fase di revisione complessiva. È dentro questo contesto che si colloca la vicenda della palestra scolastica.

Una scelta di metodo

Il tema delle convenzioni e dei protocolli d’intesa torna di nuovo al centro di un metodo. Un metodo che, in assenza di regole rigorose e controlli efficaci, rischia di generare ambiguità e responsabilità difficili da individuare. Ciò che emerge, in definitiva, è una scelta di fondo. Da un lato, un sistema in cui gli impianti pubblici restano beni comuni, regolati da procedure chiare e accessibili; dall’altro, il rischio di una gestione concentrata, affidata a rapporti discrezionali e poco verificabili.

La linea intrapresa dal Comune di Trapani sembra orientata nella prima direzione: riportare ordine dove si sono create zone grigie, ristabilire regole dove si sono generate ambiguità, ridisegnando in modo stabile il rapporto tra pubblico e privato nella gestione dello sport cittadino.

Dopo il Palazzetto, dopo le tensioni sullo stadio, arriva dunque anche la palestra scolastica. Un altro spazio pubblico sottratto a una gestione ritenuta non conforme e restituito alla collettività.

Non è un caso isolato. È una linea. E, soprattutto, è un segnale: a Trapani, il rapporto tra pubblico e privato nello sport deve cambiare.