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12/02/2026 16:41:00

La rete di Messina Denaro. A processo Floriana Calcagno, una delle amanti del boss

È stata rinviata a giudizio Floriana Calcagno, l’insegnante indicata dagli inquirenti come una delle donne sentimentalmente legate a Matteo Messina Denaro negli ultimi anni della sua latitanza.

 

Il gup di Palermo ha disposto il processo per favoreggiamento aggravato e procurata inosservanza della pena. L’udienza è fissata davanti al tribunale il 4 maggio. L’indagine è stata coordinata dal pm Gianluca De Leo.

 

Calcagno si era presentata spontaneamente in Procura il 21 gennaio 2023, appena cinque giorni dopo l’arresto del boss. Ai magistrati aveva raccontato di aver scoperto solo in quel momento la vera identità dell’uomo che frequentava da mesi. Secondo la sua versione, lui si era presentato come “Francesco Salsi”, un medico anestesista in pensione, e lei non avrebbe mai sospettato che si trattasse del capomafia più ricercato d’Italia.

Nel suo racconto, i due si sarebbero conosciuti nel 2022 in un supermercato di Campobello di Mazara. Dopo alcuni incontri casuali, anche nei pressi della scuola dove lei lavorava, sarebbe nata una relazione. Messina Denaro – sempre secondo quanto riferito dalla donna – le avrebbe confidato di essere malato di tumore e di sottoporsi a chemioterapia.

 

Ma le indagini del Ros hanno tracciato un quadro diverso. Secondo gli investigatori, il ruolo dell’insegnante negli ultimi due anni di latitanza del boss sarebbe stato ben più attivo. I due si sarebbero frequentati con continuità e la donna avrebbe anche ospitato l’amante nella sua casa al mare.

Dopo la cattura del capomafia, gli inquirenti hanno analizzato immagini e filmati che li ritraggono insieme in auto. In alcune occasioni, secondo l’accusa, Calcagno avrebbe preceduto con la propria vettura quella di Messina Denaro per verificare l’assenza di posti di blocco, svolgendo di fatto una funzione di “staffetta”. In altre circostanze le sarebbe stato attribuito il trasporto di pacchi verso il covo di Campobello di Mazara.

 

Adesso sarà il processo a stabilire se si sia trattato di una relazione vissuta nell’ignoranza dell’identità dell’uomo o di un contributo consapevole alla latitanza del boss. Una vicenda che aggiunge un altro tassello alla rete di protezione che per anni ha consentito a Messina Denaro di sfuggire alla cattura.