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23/02/2026 18:56:00

PalaShark, comunicato durissimo della società: “È casa nostra per 27 anni"

Nuova escalation nella vicenda del Palazzetto dello Sport di Trapani. Con un comunicato dai toni senza precedenti, la Trapani Shark attacca frontalmente stampa e amministrazione comunale e rivendica la piena titolarità dell’impianto per i prossimi 27 anni.

 

La casa della Trapani Shark per i prossimi 27 anni è il PalaShark”, scrive la società, annunciando un imminente ricorso al Tar che, secondo quanto sostenuto nel testo, “darà le prime risposte”.

 

Il comunicato si apre con parole durissime nei confronti della stampa locale, definita con espressioni pesanti e accusata di essere “al soldo di chi ha voluto distruggere il basket che conta a Trapani”. Ma il passaggio più rilevante riguarda i beni presenti all’interno dell’impianto.

 

Secondo la società, all’interno del Palazzetto si trovano beni di proprietà esclusiva della Trapani Shark e della Sport Invest, concessi in comodato d’uso, e “non nella disponibilità di nessuno al di fuori della nostra società”. Da qui l’avvertimento: chiunque “oserà anche solo sfiorare, toccare, spostare o appropriarsi” di un bene presente nell’impianto verrà denunciato per appropriazione indebita aggravata, con richiesta di sequestro probatorio e risarcimento danni.

Nel comunicato si afferma inoltre che il Comune di Trapani sarebbe già stato denunciato per gli stessi reati e che la presunta appropriazione indebita “è già all’esame delle autorità giudiziarie”.

 

La società accusa l’amministrazione di aver “scassinato cancelli” e “cambiato serrature” tentando di sottrarre l’impianto “con la forza pubblica”, ribadendo di non arretrare “di un millimetro” e annunciando ulteriori azioni legali penali, civili e risarcitorie.

 

Il clima, già tesissimo dopo la revoca della concessione e il rientro in possesso dell’impianto da parte del Comune, si fa dunque ancora più incandescente. La partita si sposta definitivamente sul piano giudiziario, mentre la città resta sospesa tra carte bollate, ricorsi annunciati e accuse incrociate sempre più radicali.