Referendum, domenica a Marsala l'incontro "No a questa riforma della magistratura"
Un incontro pubblico per discutere della riforma della magistratura e dei suoi possibili effetti sul sistema giudiziario. Domenica 22 febbraio 2026, alle ore 10:30, al Cinema Golden di via San Giovanni Bosco, si terrà il confronto dal titolo “No a questa riforma della magistratura”.
L’iniziativa punta ad analizzare in modo critico l’attuale progetto di revisione del sistema giudiziario, con particolare attenzione al tema dell’indipendenza della magistratura e alla capacità dello Stato di contrastare la criminalità.
Al tavolo dei relatori saranno presenti esponenti istituzionali di diversi livelli. Interverranno l’onorevole Cristina Ciminnisi, deputata all’Assemblea Regionale Siciliana; l’onorevole Valentina D’Orso, capogruppo in Commissione Giustizia alla Camera dei Deputati; e l’onorevole Giuseppe Antoci, membro del Parlamento Europeo e presidente della Commissione Politica DMED.
Secondo gli organizzatori, la riforma non riguarda soltanto aspetti tecnici riservati agli addetti ai lavori, ma incide direttamente sui diritti dei cittadini e sull’equilibrio tra i poteri dello Stato. “Non è una questione per pochi – spiegano – ma un tema che tocca la vita democratica del Paese”. L’incontro è aperto alla cittadinanza.
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Referendum, nasce a Palermo il Comitato Avvocati per il No
Si è costituito a Palermo il “Comitato Avvocati per il No”, che si schiera contro la riforma costituzionale oggetto del referendum del 22 e 23 marzo. La presentazione ufficiale si è svolta lunedì 16 febbraio alle 12, nella sede di Assostampa Sicilia in via Francesco Crispi.
Il Comitato palermitano nasce all’interno del coordinamento nazionale istituito lo scorso 12 dicembre e già attivo in tutte le Regioni e nei distretti di Corte d’Appello. A Palermo ha già raccolto oltre 120 adesioni tra avvocati impegnati nei diversi ambiti professionali. Tra i firmatari figurano anche due componenti del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati.
Nel corso della conferenza stampa il presidente, l’avvocato Salvo Battaglia, insieme al segretario e ai soci, ha illustrato le ragioni della contrarietà alla riforma e annunciato le prossime iniziative sul territorio.
“Riforma inutile e costosa”
Battaglia ha espresso una posizione netta. Secondo il presidente del Comitato, la riforma sarebbe “inutile” perché la separazione delle carriere, a suo dire, sarebbe già in larga parte in atto. Sarebbe inoltre “dispendiosa”, in quanto comporterebbe la triplicazione del Csm e quindi dei costi.
Tra i punti critici indicati, il rafforzamento del potere del Pubblico ministero, che – secondo il Comitato – con un proprio Csm autonomo vedrebbe accresciuto il proprio peso. “Non verrebbe risolto nessuno dei problemi della giustizia”, ha aggiunto Battaglia, indicando invece come priorità la carenza di organico nei tribunali e nelle procure, la stabilizzazione degli addetti all’ufficio del processo, un piano per l’edilizia penitenziaria e un investimento sull’informatizzazione e digitalizzazione delle strutture giudiziarie.
Il richiamo alla Costituzione
Sulla stessa linea l’intervento dell’avvocato cassazionista Nadia Spallitta, che ha richiamato i principi costituzionali alla base della posizione del Comitato.
Spallitta ha sottolineato come, a suo avviso, difendere l’indipendenza della magistratura significhi tutelare la libertà dei cittadini. La riforma – ha spiegato – inciderebbe profondamente sull’assetto del potere giudiziario, con il rischio di alterare l’equilibrio tra i poteri dello Stato raggiunto dall’entrata in vigore della Costituzione.
Tra le criticità evidenziate, l’ipotesi di istituire tre organismi costituzionali distinti e un’Alta Corte che, secondo il Comitato, configurerebbe un giudice speciale, in contrasto con l’impianto costituzionale vigente.
Le iniziative sul territorio
Il “Comitato Avvocati per il No – Palermo” ha annunciato una serie di incontri pubblici e momenti di approfondimento aperti alla cittadinanza. L’obiettivo dichiarato è informare sui contenuti della riforma e sulle possibili ricadute sull’equilibrio tra i poteri dello Stato.
La mobilitazione si inserisce in un dibattito che, nelle prossime settimane, coinvolgerà anche i territori della Sicilia occidentale, dove il tema della giustizia resta centrale tra carenze di organico e criticità strutturali negli uffici giudiziari.
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