Informativa
Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi.
Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie. Cookie Policy   -   Chiudi
04/02/2015 06:40:00

Minacce e polvere da sparo alla nostra redazione. "Dite a Di Pisa che ne abbiamo tanta"

 Una busta, anonima, piena di polvere da sparo e con dentro un'altra busta, chiusa, e un messaggio di minaccia. E’ arrivata alla nostra redazione, indirizzata al direttore Giacomo Di Girolamo. La polvere da sparo non era solo per noi. All'interno, infatti, un messaggio rivolto al Procuratore della Repubblica di Marsala Alberto Di Pisa e agli agenti della Guardia di Finanza che fanno parte della sezione di polizia giudiziaria. Anche la busta più piccola conteneva, presumibilmente, della polvere da sparo. La  lettera con il messaggio, scritto con un normografo dall’anonimo, contiene minacce a quelli che l'anonimo definisce “i caini dei finanzieri della Procura”. Poi un' eloquente e inquietante conclusione: “Ne abbiamo tanta! Boom!!!”.
La lettera arrivata alla redazione di Tp24.it è stata portata agli uffici di polizia giudiziaria presso la procura che l’hanno posta sotto sequestro. Il materiale sequestrato verrà adesso analizzato, ed è partita un inchiesta. Il procuratore Alberto Di Pisa ha infatti denunciato il fatto alla Procura di Caltanissetta e si è detto sereno. “E’ evidente che l’autore non mi conosce affatto. Infatti queste minacce non mi fanno alcun effetto" ha detto Di Pisa. “Sono tantissime le indagini che stiamo seguendo - ha continuato il procuratore - non saprei da dove possano arrivare queste minacce. In quarant’anni di carriera non avevo mai ricevuto le minacce che ho ricevuto a Marsala". Qualche anno fa al procuratore e alla sezione pg della Guardia di Finanza erano state inviate per posta dei proiettili.


“Sono sereno. Ringrazio coloro che in queste ore hanno mostrato affetto, attenzione o semplicemente hanno alzato un sopracciglio, corrucciato un po' la fronte. Ho ancora molte cose da raccontare e da scrivere, su Marsala, Trapani, la Sicilia, le vecchie e nuove mafie e tutto il resto. Lo dico per la prossima occasione: possono risparmiare i francobolli e il tempo e la polvere stessa, che a respirarla fa male. Noi, qui, malmessi - è vero - malconci, anche, noi, qui, tenaci, respiriamo ad occhi aperti e schiena dritta libertà”, è il commento del direttore Giacomo Di Girolamo alla lettera minatoria. In queste ore sono arrivati tanti messaggi di solidarietà da amici, colleghi, lettori, esponenti politici. Ha detto anche la sua  Ossigeno per l’informazione, l'osservatorio sulla libertà di stampa in Italia, che già in passato si è occupato più volte di noi, soprattutto quando l'ex Sindaco di Marsala, Giulia Adamo, intentò una causa per risarcimento danni a Di Girolamo, sostenendo che la sua (e la nostra) attività giornalistica danneggia l'immagine della città. Il processo è in corso. 

 

Il commissario straordinario del Comune di Marsala Giovanni Bologna ha inviato una nota di solidarietà al procuratore e agli agenti della sezione Pg della Guardia di Finanza. “Sento il dovere a nome della Città di Marsala e mio personale di esprimere alla S.S. Ill.ma e ai Suoi preziosi collaboratori del nucleo di polizia giudiziaria della Guardia Finanza la mia più sentita vicinanza in un momento in cui questa importante e fondamentale componente della nostra società viene presa di mira da ignobili persone che, trincerandosi nell’anonimato, formulano intimidazioni e minacce.
Al tempo stesso sono certo che la Vostra importante azione finalizzata all’affermazione della piena legalità nel nostro territorio non sarà minimamente scalfita o frenata da queste azioni che, al contrario – ne sono certo – incentiveranno l’azione inquirente di Codesta prestigiosa Procura.
Concludo esternando il mio pensiero che è quello della stragrande maggioranza della nostra laboriosa comunità di piena e incondizionata fiducia nell’indispensabile operato della S.S. e dei suoi validissimi collaboratori”.

Questo il commento del sindaco di Petrosino, Gaspare Giacalone: "Proprio questa mattina avevo espresso la mia solidarietà al giornalista Rino Giacalone, sotto processo per avere usato parole forti nei confronti di un boss della mafia. Apprendo adesso, invece, che un altro giornalista di valore come Giacomo Di Girolamo ha ricevuto una busta contenente minacce e polvere da sparo indirizzata anche al Procuratore della Repubblica. Non basta più la solidarietà a questo punto, dobbiamo alzare la testa e garantire loro la libertà di raccontare la mafia. A noi il dovere di combatterla!"

L’Associazione Antimafie e Antiracket Paolo Borsellino presieduta dal preside in pensione  Francesco Fiordaliso onlus "manifesta la propria piena e viva solidarietà ai giornalisti Rino Giacalone, sotto processo per avere apostrofato in un suo articolo come “pezzo di m...” il boss mafioso Mariano Agate, e Giacomo Di Girolamo, che ha ricevuto per posta una busta anonima contenente della polvere da sparo e la scritta “Boom”, nonché al Procuratore della Repubblica di Marsala, destinatario di un messaggio intimidatorio. Il clima che si respira in provincia di Trapani si va facendo ogni giorno più pesante a dimostrazione delle crescenti difficoltà di Matteo Messina Denaro e soci, che si sentono sempre più isolati dal contesto ambientale per la diffusone di una coscienza civile e per l’azione pregevole delle forze dell’ordine e della magistratura".

Il presidente dell'Irsap Sicilia, Alfonso Cicero, esprime solidarietà e vicinanza. “La lettera contenente minacce e polvere da sparo recapitata ad un giornalista impegnato come Di Girolamo – afferma Cicero – mi induce a manifestare sincera vicinanza a chi come lui narra, con coraggio, fatti di mafia e altresì a solidarizzare con le istituzioni che combattono la mafia, come la Procura di Marsala e la Guardia di finanza, destinatarie del vile avvertimento”.


Ti potrebbe interessare anche: