Scende in piazza il Movimento No Muos per denunciare l’abbandono strutturale di Niscemi dopo la frana che ha colpito il territorio. La manifestazione, dal titolo “Niscemi non cade – la parola ai niscemesi”, si tiene oggi, domenica, a partire dalle 10 a Largo Mascione.
«Una mobilitazione — spiegano dal Movimento — che nasce dalla solidarietà verso la popolazione colpita dalla frana, dall’istituzione di una vasta zona rossa che coinvolge abitazioni, scuole e servizi pubblici essenziali, dall’assenza di una gestione democratica e dal progressivo avanzare della militarizzazione dell’area».
Al centro della protesta, sottolineano gli attivisti, devono esserci i bisogni dei cittadini: il diritto alla casa, alla sicurezza, ai servizi e alla partecipazione diretta nelle decisioni sulla messa in sicurezza e sulla ricostruzione del territorio.
Secondo il Movimento No Muos, quanto accaduto non può essere attribuito a eventi imprevedibili. «Quello che è accaduto — si legge nella nota — non è frutto di fatalità o del maltempo, ma la conseguenza di decenni di abbandono, di assenza di pianificazione e di mancanza di manutenzioni radicali e opere di prevenzione. È il risultato di un modello che considera alcuni territori sacrificabili».
Gli attivisti denunciano inoltre una gestione “a due velocità” dell’emergenza. «Mentre le case sono sospese sull’orlo della frana e alcune sono già crollate, è stata istituita una zona rossa di 150 metri che ingloba abitazioni, tre scuole, la biblioteca comunale e l’ufficio postale; al contempo, la base militare statunitense di contrada Ulmo viene costantemente monitorata, consolidata e ampliata. Esistono così due territori: uno civile, esposto e abbandonato; uno militare, protetto e messo in sicurezza».
«La frana — conclude il Movimento No Muos — è il segno visibile di una frattura più profonda: abbandono sociale, desertificazione economica, spopolamento, precarietà infrastrutturale, repressione del dissenso e avanzata della militarizzazione».