Nell'elenco della massoneria i nomi di 200 sospetti mafiosi. Dossier "riservatissimo"
Negli elenchi degli iscritti alla massoneria ci sarebbero i nomi di 200 sospetti mafiosi. Forse anche di più. Gli elenchi sono stati forniti alla Commissione Antimafia, che ha incrociato i nomi, in un dossier top secret.
Certo è che in Sicilia ci sono massoni che sono stati condannati per mafia o per concorso esterno, o che hanno subito le più diverse condanne per i reati contro la pubblica amministrazione. La rivelazione arriva dal Corriere della Calabria, che scrive:
Il dato è contenuto in un rapporto riservatissimo, con allegati elenchi dettagliatissimi, che la Guardia di Finanza ha consegnato nei giorni scorsi alla presidente della Commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi.
Un dato impressionante, ancorché riferito solo alle logge operanti in Calabria e Sicilia e solo ad alcune delle organizzazioni massoniche con rigorosa esclusione delle cosiddette “logge spurie”, che pure abbondano soprattutto nelle province calabresi di Vibo Valentia e Reggio Calabra e in quelle siciliane di Trapani e Palermo.
L'incarico era stato conferito dalla Commissione antimafia ai vertici dello Scico della Guardia di Finanza che, forte di tale mandato, ha sequestrato gli elenchi degli iscritti, dal 1990 al 2016, alle logge di Calabria e Sicilia delle associazioni massoniche Grande Oriente d'Italia, Gran Loggia Regolare d'Italia, Serenissima Gran Loggia d'Italia e Gran Loggia d'Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori.
Il rapporto della Guardia di Finanza con gli allegati elenchi dei massoni in odor di mafia è ora nella cassaforte della presidente Bindi.
Tp24.it in questo ultimo anno e mezzo ha svolto un lavoro di inchiesta senza uguali sul fronte dei rapporti mafia e massoneria lavorando sul campo, incrociando i dati e fornendo ai lettori diverse ricostruzioni. Come quando abbiamo raccontato - siamo stati i primi - dei ruoli di molti massoni a Castelvetrano, Marsala, Salemi, Mazara del Vallo, o quando abbiamo raccontato alcune storie, come quella di Michele Accomando o di Carmelo Vetro.
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