Auguri per il nuovo anno da Studio Vira
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Sciopero degli avvocati permettendo (i penalisti si asterranno per quasi tutte le udienze previste in settimana) dovrebbe riprendere oggi il processo che prende il nome dall'operazione "Crimiso" e che cerca di fare luce sui nuovi assetti della mafia a Castellammare del Golfo ed Alcamo.
Oggi sarebbe il turno degli interventi dei rappresentanti di parte civile, che sono diversi (ci sono infatti tra gli altri anche il Comune di Alcamo e quello di Castellammare). Gli imputati hanno chiesto di essere giudicati con il rito abbreviato. Un altro indagato, Diego Rugeri, 32 anni, di Alcamo, l'unico a non chiedere riti alternativi, è stato invece rinviato a giudizio e sarà processato dinanzi il Tribunale di Trapani. Nell'ultima udienza sono stati chiesti undici anni ed otto mesi di reclusione dai pm Carlo Manzella e Laura Vaccaro per Antonino Bonura, imprenditore alcamese di 50 anni, ritenuto il nuovo boss di Alcamo. Ecco le altre pene richieste: Antonino Bosco, Michele Sottile e Vincenzo Campo (57, 50 e 44 anni) dieci anni di reclusione; Sebastiano Bussa, Rosario Leo e Giuseppe Sanfilippo, r (37, 43 e 29 anni), otto anni; Nicolò Pidone (50 anni di età) sei anni; Vincenzo Bosco e Salvatore Mercadante (49 e 28 anni), quattro anni Le indagini hanno consentito, oltre che di ricostruire l'organigramma delle famiglie, di individuare gli autori di una serie di estorsioni e danneggiamenti. Secondo gli investigatori, Diego Rugeri, rampollo di una famiglia mafiosa già nota agli inquirenti, sotto le direttive di Antonino Bonura, avrebbe intrapreso delle estorsioni ai danni di esercenti castellammaresi. L'iniziativa avrebbe determinato uno scontro con Michele Sottile, uomo d'onore di Castellammare che, essendo il più anziano, riteneva di avere diritto a guidare la famiglia.
La settimana di astensione dalle udienze degli avvocati ha fatto slittare di una settimana l'inizio della nuova stagione giudiziaria a Trapani e Marsala, tribunali che si trovano adesso a gestire una mole di lavoro maggiore a causa della chiusura di molte sezioni staccate. Processi rinviati ad altra data..
Slitterà, al 25 settembre la ripresa processo che vede alla sbarra i presunti assassini del giornalista e sociologo Mauro Rostagno, il sociologo torinese assassinato il 26 settembre del 1988 a Valderice. Del delitto sono chiamati a rispondere il boss mafioso Vincenzo Virga, ex capo del mandamento di Trapani, e Vito Mazzara, sicario della stessa famiglia mafiosa.
Non dovrebbe invece saltare il processo che vede imputato il senatore Antonio D'Alì, davanti al Gup di Palermo. Gli avvocati Gino Bosco e Stefano Pellegrino, difensori del parlamentare, hanno già comunicat oche non intendono aderire all'astensione dei colleghi. La richiesta di condanna è a sette anni di carcere. Giovedì sono previste le eventuali repliche delle difese e anche probabilmente la sentenza.
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