Auguri per il nuovo anno da Studio Vira
Il 2025 è stato un anno ricco di sfide e opportunità, affrontate grazie alla fiducia di clienti e partner e al lavoro di una squadra in costante crescita. Il team di Studio Vira si è ampliato ulteriormente,...
E’ un settore ritenuto ad alto rischio infiltrazione della criminalità organizzata. Ci sono le norme, nazionali e regionali, che prevedono rigide misure di prevenzione. Ma in Sicilia il settore rifiuti continua a vivere nel paradosso. C’è solo un’azienda in regola con le previsioni normative in ambito di prevenzione delle infiltrazioni della criminalità organizzata e si tratta del gruppo Catanzaro costruzioni che gestisce la discarica di Siculiana in provincia di Agrigento.
White list antimafia: iscritto solo il Gruppo Catanzaro Da una attenta analisi su chi abbia fin qui applicato la normativa nazionale in ambito di white list, su chi cioè abbia i requisiti per essere iscritto all’elenco dei fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativo di infiltrazione mafiosa gestite dalle prefetture (in applicazione dell’art. 1, commi dal 52 al 57, della legge n.190/2012; D.P.C.M. 18 aprile 2013) si scopre che, a parte l’agrigentino gruppo Catanzaro che ha ottenuto l’iscrizione il 19 settembre, nessuno dei gestori delle venti discariche siciliane (sia pubbliche che private) ha ottenuto l’iscrizione a questo elenco speciale. E si tratta di una prima indicazione utile per la commissione regionale antimafia guidata da Nello Musumeci che proprio sul punto dei tentativi di infiltrazione criminale nel settore dei rifiuti ha deciso di ascoltare in commissione l’assessore regionale all’Energia Nicolò Marino. Indicazione utile soprattutto perché per essere ammessi agli elenchi delle cosiddette white list le imprese interessate vengono passate al setaccio e controllate punto per punto per verificare che le infiltrazioni non solo non siano in atto ma non siano mai avvenute. La norma prevede infatti che «L’iscrizione negli elenchi della prefettura della provincia in cui l’impresa ha sede soddisfa i requisiti per l’informazione antimafia per l’esercizio della relativa attività. La prefettura effettua verifiche periodiche circa la perdurante insussistenza dei suddetti rischi e, in caso di esito negativo, dispone la cancellazione dell’impresa dall’elenco».
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