Alex Britti in concerto alle Cantine Fina. Kebrillerà 2026
Alex Britti farà tappa a Marsala il 7 agosto per Kebrillerà 2026, l’appuntamento estivo firmato Cantine Fina.Il concerto si terrà in cantina, nell’ambito del BRITTINTOUR’26. I cancelli...
“Far capire ai giovani come funziona, in concreto, la giustizia penale”. Contribuendo, così, alla formazione di “cittadini consapevoli e responsabili, nonché rispettosi di sé e degli altri”.
E’ stato questo l’obiettivo del “processo simulato” messo in scena nell’aula “Paolo Borsellino” del Tribunale di Marsala da studenti di scuole superiori di Marsala e Mazara del Vallo. L’iniziativa, realizzata nell’ambito di un progetto di “alternanza scuola-lavoro”, è stata del Tribunale di Marsala, presieduto da Alessandra Camassa. Le scuole che hanno aderito al progetto sono state i Licei “Pietro Ruggieri” (scientifico), “Giovanni XXIII-Cosentino” (classico e professionale) e “Pascasino” (Scienze umane e Linguistico), di Marsala, l’Istituto industriale “D’Altavilla-Accardi” di Mazara. E oggi, dopo diversi mesi di “prove”, coordinate da magistrati, avvocati e insegnanti, gli studenti/attori hanno indossato i panni di magistrati, pm, avvocati, testimoni e imputato per rappresentare un processo realmente celebrato alcuni anni fa. Quello che nell’aprile 2013 ha visto la condanna a 3 anni e 4 mesi di reclusione, per concorso in tentato omicidio, del romeno Marian Ciubotaru. Presente anche il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, Fiorella Palumbo, che ha dichiarato: “Per i ragazzi il confronto con la giustizia è di grandissima rilevanza perché possano comprenderne il valore, l’importanza e l’utilità in un sistema sociale dove si rispettano le regole”. Sin dallo scorso novembre, a coordinare le fasi preparatorie del “processo simulato” è il stato il giudice Francesca Maniscalchi. “La finalità del progetto – spiega il magistrato - era quello di far entrare i ragazzi nei meccanismi, abbastanza complicati, del processo. E’ stato faticoso per tutti, ma alla fine, per l’entusiasmo dei ragazzi e la nostra passione, è stata una bella esperienza. La difficoltà principale è stata quella di far capire agli studenti le regole principali del funzionamento del processo penale e quanto è difficile giungere ad una decisione, che in questo caso è stata di condanna, ma siamo riusciti a far comprendere loro quanto questo lavoro sia delicato e di responsabilità”. “Non si è trattato di una rappresentazione teatrale – sottolinea, infine, presidente Alessandra Camassa - ma di un progetto di apprendimento sul campo, legalità non formale ma sostanziale”.
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