×
 
 
11/02/2026 07:57:00

Buono scuola, petizione dalla Sicilia: “Estenderlo a infanzia e primaria”

Parte dalla Sicilia una petizione promossa dalle scuole paritarie dell’infanzia e primarie per chiedere che il nuovo buono scuola nazionale venga esteso anche ai primi gradi dell’istruzione. L’iniziativa, rivolta a famiglie e personale scolastico, sarà inviata al Ministero dell’Istruzione e del Merito e all’Assessorato regionale all’Istruzione.

L’obiettivo dichiarato è “il ripristino di una reale equità nel diritto alla libertà di scelta educativa, compromesso dall’attuale formulazione del buono scuola”.

 

In Sicilia il sistema paritario conta 564 scuole dell’infanzia e 200 primarie, per un totale di 764 istituzioni riconosciute. Secondo i promotori, l’attuale impianto della misura escluderebbe circa 13.280 bambini, oltre alle loro famiglie e a migliaia di lavoratori. “È una discriminazione inaccettabile”, sostengono.

La Legge di Bilancio 2026 ha infatti introdotto per la prima volta un buono scuola nazionale destinato alle famiglie che scelgono una scuola paritaria, ma limitandolo alle secondarie di primo grado e al primo biennio delle superiori. Restano fuori infanzia e primaria.

 

Nella lettera aperta indirizzata al ministro Giuseppe Valditara e all’assessore regionale Mimmo Turano, le scuole parlano di “riforma incompleta” e richiamano gli articoli 30 e 33 della Costituzione, che sanciscono il diritto-dovere dei genitori di istruire i figli e la libertà di scelta educativa.

“Non chiediamo privilegi – scrivono – ma equità, coerenza e rispetto della Costituzione. Limitare il buono scuola a una parte degli studenti significa creare figli di serie A e figli di serie B”.

 

I promotori citano anche i dati economici: lo Stato, affermano, investe in media 7.763,91 euro annui per ogni alunno della scuola statale, contro circa 500 euro per ciascun alunno delle paritarie. Se le scuole paritarie siciliane dovessero chiudere, lo Stato dovrebbe accogliere 13.280 alunni con un costo stimato superiore a 103 milioni di euro l’anno. Un buono scuola universale da 1.500 euro comporterebbe invece una spesa di circa 20 milioni, con un risparmio superiore agli 83 milioni.

“Il principio del costo standard per allievo, da applicare a tutti, è lo strumento per garantire equità, libertà di scelta e sostenibilità”, sostengono le scuole.

La petizione è già disponibile presso gli istituti aderenti