07/11/2019 07:16:00

Caso sui rifiuti in Sicilia. All'Ars Musumeci va ko

 Bagarre all’Assemblea regionale siciliana, dove l’ok dell’Aula, con voto segreto, a un emendamento che boccia l’articolo 1 del ddl sulla governance dei rifiuti, in cui vengono fissati i principi cardine della riforma, scatena un reciproco lancio di accuse tra governo e opposizione.

Subito dopo il voto il presidente della Regione, Nello Musumeci, si scaglia contro l’opposizione e l’utilizzo del voto segreto: “Il governo ha presentato un disegno di legge e la commissione ha lavorato per 29 sedute in un serrato confronto che ha visto accolte quasi tutte le proposte del Movimento cinque stelle e del Pd – scandisce in Aula Musumeci -. Si concorda sul fatto di lavorare ai primi cinque articoli, poi si va in Aula, non si ha il coraggio di mettere la faccia davanti alle proprie scelte e ci si rifugia nel voto segreto”.

Nel mirino di Musumeci soprattutto il presidente dell’Antimafia regionale Claudio Fava (“onorevole Fava… la sua etica…”) e il Movimento cinque stelle: “‘Onestà’ ‘onestà’ ‘onestà’ – grida il governatore facendo riferimento al tradizionale slogan pentastellato – è quando un deputato, anche se si pente, ha il coraggio di metterci la faccia e vota apertamente senza nascondersi dietro al voto segreto”.

Il presidente della Regione nel suo intervento parla di “cinismo” e “mancanza di coraggio di metterci la faccia, e mi riferisco – precisa – ai deputati della coalizione e a quelli dell’opposizione”.

E ancora, rivolgendosi a Fava: “Con lo stop a questo ddl chi abbiamo fatto contento? Chi vuole bloccare questa legge? Ci vuole serietà ed etica della responsabilità”.

A quel punto la tensione in Aula è altissima e Musumeci conclude tra le proteste di molti deputati: “Altro che voto segreto, bisogna metterci la faccia, la viltà non appartiene alla buona politica. Noi vogliamo andare avanti con grande lealtà e coerenza”.

Dopo la replica di Fava (“È stato questo governo a dare una proroga di dieci anni all’Oikos di Misterbianco, sta addebitando a me la colpa di tutto quello che è accaduto come se dietro di me si celassero chissà quali interessi ma la verità è che non c’è una maggioranza a sostegno di questo ddl e la colpa non può essere addebitata alle opposizioni”), però, il vicepresidente di Sala d’Ercole, Giovanni Di Mauro, sospende l’Aula e rinvia i lavori alle 16 di martedì.