14/10/2021 06:00:00

   Marsala, il caso “Damiani”: nervi tesi con l’ex Provincia. Piove anche dentro la palestra


Rapporti sempre più tesi tra il Libero Consorzio Comunale di Trapani e l’Istituto “Abele Damiani” di Marsala.

L’istituto superiore, uno dei più frequentati nel territorio, vive una situazione di enorme disagio. Un’intera ala dell’edificio di via Trapani, 16 classi più l’aula magna, è inutilizzata: off-limits. In seguito alle verifiche effettuate nei mesi scorsi dall’ex Provincia questa parte dell’istituto non ha ottenuto l’idoneità sismica. Risultato: un’intera parte dell’istituto sgomberato. Più di 200 studenti sono stati trasferiti in location precarie. Alcune camere del convitto sono state trasformate in classi dove è difficile mantenere il distanziamento. I laboratori sono stati sacrificati per ospitare gli studenti per le normali lezioni, con le attività laboratoriali (fondamentali per questo istituto) sospese. Altri studenti fanno lezione negli spogliatoi della palestra.
La scuola dice, però, che le verifiche sismiche dell’ex Provincia non sono attendibili, e ne ha fatto fare altre secondo le quali, invece, i locali incriminati possono essere utilizzati. (Qui raccontiamo nel dettaglio la vicenda)

 

 

In tutto ciò si consuma lo scontro tra ex Provincia e scuola. Nei giorni scorsi il commissario straordinario del Libero Consorzio, Raimondo Cerami, è intervenuto sul caso “Damiani”. E i toni non sono stati distensivi nei confronti del dirigente scolastico Domenico Pocorobba: “Ha scaricato su altri responsabilità che invece erano sue”. Il commissario Cerami dice, tra le altre cose, che il preside dell’”Abele Damiani” non ha seguito le indicazioni utilizzando altre camere del convitto e spazi della facoltà di Enologia per trasferirvi gli studenti ricordando, prima di entrare nel merito dell’agibilità sismica delle 16 aule, anche una serie di problemi già presenti da tempo e su cui il Libero Consorzio. Come, ad esempio, la palestra.
Da oltre tre anni è chiusa. Nei mesi scorsi sono stati fatti dei lavori per impermeabilizzare il tetto della struttura. Proprio l’ex Provincia ha speso circa 60 mila euro: risultato ci piove dentro. Ecco il video

 

 

 


Ecco, in basso, invece, la lettera integrale del dirigente Pocorobba.

Prima di rispondere e chiarire punto per punto le informazioni distorte date del commissario del Libero Consorzio di Trapani, dottor Giovanni Cerami, e riportate su diversi organi di stampa,
sarebbe opportuno che lo stesso Commissario, proprio per “verità e chiarezza”, in virtù delle competenze che la legge 23/96 assegna agli Enti locali (manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici: messa in sicurezza degli edifici, messa a norma degli impianti; costruzione di nuove scuole; spese per le utenze elettriche e telefoniche, per la provvista dell'acqua e del gas, per il riscaldamento ed per i relativi impianti, etc.) desse risposte ai seguenti quesiti:
‚óŹ Perché dall’a.s. 2017/2018 gli alunni e il personale del Damiani sono senza riscaldamenti, nonostante i finanziamenti pervenuti dallo stato e dalla regione, anche per l’emergenza covid, e malgrado le richieste da parte della scuola e le azioni di protesta messe in atto da parte degli studenti gli interventi sono stati disattesi? Cosa ha previsto il responsabile dell’edilizia scolastica in vista dell’imminente inverno? Per quanto tempo si dovrà rimanere al freddo ed al gelo?
‚óŹ Come mai gli allievi di questa Istituzione scolastica dall’anno 2017/18 sono senza palestra (nonostante i finanziamenti ottenuti dal Miur attraverso i Pon), e i lavori iniziati a Marzo 2021 ad oggi non sono stati consegnati e all’interno della palestra continua a piovere?
Alla consegna dei lavori, l’ufficio competente produrrà al comando dei vigili del fuoco il progetto di adeguamento ai sensi dell’art.3 del DPR 151/2011 per rendere agibile e fruibile la struttura?
‚óŹ Perché nonostante il finanziamento (uno dei 15 in Sicilia) ottenuto con il progetto di sostenibilità ambientale “Facciamo Eco Scuola” del M5S, già accreditato a quest’Istituzione da marzo 2020 , per un impianto fotovoltaico da 15 kwh e solare termico da 1200 litri, non si è ancora data l’autorizzazione a realizzarli e installarli? Detti impianti non produrrebbero sostenibilità ambientale e un notevole risparmio per le pubbliche finanze dell’Ente locale?
‚óŹ Come mai questa scuola dal 2015, nonostante la legge 23/96, non percepisce nulla per la manutenzione e non vengono neanche rimborsate le utenze telefoniche e idriche di competenza di codesto Ente?
‚óŹ Perché da tre anni il L.C.C. di Trapani, nonostante i fondi messi a disposizione dalla Regione Sicilia (Circolare n 9 del 11/05/2021), che stanzia € 30.000 annui da destinare alle scuole per interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, non ha mai richiesto tali somme, con una perdita, quindi, di € 90.000 solo per l’Istituto Damiani?
Detti interventi potrebbero certamente risolvere tante criticità.
“Avere a cuore il diritto allo studio degli studenti” e la sicurezza dell’intera comunità scolastica, così come sostiene il commissario dott. Cerami, significa dare risposte a questi interrogativi.
In riscontro, invece, a quanto dichiarato dal commissario del L.C.C. di Trapani, dott. Cerami, in merito alla problematica delle aule interdette e alle responsabilità imputate al Dirigente Scolastico, si torna ancora una volta a ribadire che questa Dirigenza ha sempre operato nel rispetto delle regole e della normativa vigente nell’ambito dell’autonomia scolastica, anche nell’attribuzione dell'incarico al professionista Prof. Ing. Nunzio Scibilia, su delega del Consiglio di Istituto.
In merito a questo incarico il L.C.C. di Trapani non ha alcuna competenza né in materia di autonomia didattica, organizzativa e gestionale di una istituzione scolastica e tantomeno riguardo alle modalità e ai tempi di pagamento del professionista.
A tal proposito, occorre fare una breve presentazione del prof. Scibilia (che il commissario ha dichiarato di non conoscere).
Dal 1988 è docente ordinario di Tecnica delle costruzioni presso l'Ateneo di Palermo, autore di 100 memorie tecnico-scientifiche e membro delle più importanti associazioni strutturiste a livello nazionale e internazionale, tra l’altro è stato il progettista della Circonvallazione di Palermo e delle strutture di sostegno di travelift nel Porto di Trapani, della Banchina Isolella, delle opere realizzate per le gare di qualificazione alla XXXII Coppa America.
Il prof.ing. Nunzio Scibilia, luminare nel settore dell’edilizia e delle costruzioni, attraverso una perizia approfondita, ha dimostrato che i calcoli forniti da chi ha redatto la verifica di vulnerabilità sismica per il L.C.C., Società EIDOS CONSULTING S.r.l. di Agrigento, permettono di poter utilizzare le 16 aule interdette in piena sicurezza, così anche l’Aula Magna attraverso un intervento strutturale esterno, senza interruzione di pubblico servizio.
Per la realizzazione di tali lavori, si potrebbero utilizzare, come sostenuto dallo stesso Prof.Ing. Scibilia, le già menzionate somme messe a disposizione dalla Regione Sicilia per interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, somme che, si torna a ribadire, il LCC di Trapani non ha mai richiesto e che rifiuta da 3 anni.
In considerazione di quanto detto, l’intera comunità scolastica, oggi, si chiede: se le aule sono sicure e con € 30.000 si può avere la piena sicurezza dal punto di vista sismico anche dell’Aula Magna, perché si dovrebbero spendere € 2.500.000 per un progetto che, come dichiara il commissario, l’ufficio tecnico sta completando di predisporre, permettendo di raggiungere lo stesso risultato con l'aggravio inoltre di demolire l’Aula Magna, locale che riveste un'importanza storica per la città di Marsala?
Inoltre, nella sua perizia approfondita, l’Ing. Scibilia mette in evidenza che dal tabulato dei calcoli fatti dal tecnico scelto dalla provincia risulta quanto segue:
“1. L’indice IS-V = 0, calcolato dall’ing. G. Rizzo, allo stato attuale non trova riscontro nei tabulati di calcolo consegnati dal professionista alla Committenza, in quanto dai fascicoli di calcolo il suddetto indice, ottenuto da analisi pushover, risulta > 1,00.
2. Un indice IS-V = 0 comporterebbe una resistenza nulla dell’edificio alle azioni orizzontali di qualsiasi natura, ad esempio quella del vento, e tale risultato numerico risulta inaccettabile per ovvie ragioni."
Per ciò che attiene, invece, alle stanze del convitto parzialmente e temporaneamente adibite ad aule, il commissario, dott. Cerami, fa riferimento ai parametri del D.M 1975 sulla superficie/alunno per le scuole Superiori, che sono ben diversi dall'attuale normativa prevista oggi a causa dell’emergenza Covid.
Per quanto riguarda l’impossibilità di utilizzare altre aule dell’Università, situate all’interno del perimetro scolastico e nate per questa Istituzione, si torna a ribadire che, malgrado il comodato d’uso trentennale gratuito stipulato tra il LCC di Trapani e la Facoltà di Viticoltura ed Enologia, il codice civile all’art. 1809 recita “Se però, durante il termine convenuto o prima che il comodatario abbia cessato di servirsi della cosa, sopravviene un urgente e impreveduto bisogno al comodante, questi può esigerne la restituzione immediata”; pertanto, a parere dello scrivente, il diritto allo studio degli allievi di scuola secondaria di secondo grado, in pieno obbligo scolastico e formativo, ha la priorità assoluta rispetto al mantenimento di tale comodato e di conseguenza qualsiasi accordo tra l’amministrazione comunale e L.C.C. risulterebbe nullo.
Per ciò che riguarda l’ispezione effettuata dai tecnici del L.C.C. di Trapani, occorre intanto dire che sarebbe stata buona norma annunciarla, anziché presentarsi senza passare dall’entrata principale e senza esibire i green pass necessari per accedere ai pubblici edifici, e procedere solo successivamente alla verifica della sistemazione delle classi.
In merito all’indicazione da parte dei tecnici delle distribuzione di 17 classi (e non 16),
il commissario sa che esistono classi articolate e che in alcuni momenti della giornata e per alcune discipline le classi vanno sdoppiate; da qui la spiegazione dell’esistenza di 17 e non 16 aule; contrariamente a quanto detto dallo stesso.
Si conferma inoltre che le classi ubicate presso le tre aule dell’università sono operative dal primo giorno di scuola; pertanto, se i tecnici del LCC di Trapani non hanno effettuato l’ispezione nei locali dell’Università, la responsabilità non può essere del Dirigente; infatti, senza quelle aule, l’istituto avrebbe avuto bisogno di 19 locali, anziché 16.
Anche in questo caso, sostenere che le tre aule dell’Università non vengano utilizzate, risulta assolutamente privo di fondamento.
In merito alla priorità di utilizzare i locali del convitto come aule e non come stanze dei Convittori, in virtù dell’art.20 della legge n. 889 del 20/06/1931, citata dal Commissario, lo stesso dovrebbe sapere che i convitti annessi alle Istituzioni scolastiche sono nati tra gli anni 50-60 e la legge a cui fa riferimento è stata superata dalla legge 23/96 art.3 e ribadita dalla circ. del 6 agosto 1998 n. 23 in Gazzetta Ufficiale del 20/08/1998 n.193.
Si ricorda al L.L.C. di Trapani che il Convitto annesso all'Istituto Agrario esiste dagli anni 50 e dipende dal punto di vista giuridico, gestionale e funzionale dal Ministero dell’Istruzione, con un codice meccanografico specifico che dà diritto alla mobilità del personale docente - educativo e del personale ATA (circa 40 persone dipendenti esclusivamente dal Ministero dell’Istruzione).
Le competenze del L.C.C. di Trapani si esplicano soltanto in funzione della legge 23/96.
Né tantomeno il Dirigente Scolastico può decidere lo spostamento degli allievi.
Se in passato ciò è avvenuto, la motivazione è da attribuire al fatto che il Convitto si trovava in fase di ristrutturazione, come il Responsabile del servizio edilizia del L.C.C. di Trapani sa in qualità di RUP.
Questa rappresenta la reale ed esatta ricostruzione dei fatti che fornisce alla pubblica opinione tutti i chiarimenti riguardo alle problematiche dell’Istituto “Abele Damiani” di Marsala.
Sarebbe opportuno, pertanto, che il L.C.C. di Trapani, in virtù della legge 23/96, assicurasse a tutte le scuole superiori lo stesso trattamento, per permettere così a tutti gli allievi di poter esercitare il legittimo diritto allo studio e per consentire a tutto il personale di operare in serenità e sicurezza.



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