22/10/2021 06:00:00

Forzisti e renziani, quale fusione... in Sicilia solo un "dialogo" (per ora)

Il movimento che c’è in Sicilia per le elezioni regionali del 2022 porta ad una situazione di nuovi scenari che si potranno delineare. L’annuncio dato in pompa magna da parte di Gianfranco Miccichè della fusione di Forza Italia e di Italia Viva resta al momento un titolo di giornale, non esiste la fusione e nemmeno la federazione, c’è un dialogo tra i due partiti su una eventuale intesa per le elezioni comunali di Palermo nel maggio 2022 e poi successivamente per le regionali di novembre. E’ tutto nel campo del possibile ma non ancora certo, ipotetico e non concreto.

Da una parte Miccichè strizza l’occhio a Matteo Renzi e declassa sia Lega che Fratelli d’Italia dall’alto lato sostiene che il centro destra dovrà essere unito per i prossimi appuntamenti.
Miccichè ha abituato tutti ai suoi pensieri sparsi, può permettersi di dettare qualche parola in più sull’Isola avendo il partito percentuali a due cifre, nel resto d’Italia sono intorno al 7%. Tuttavia le sue fughe in avanti, la sua voglia di essere il protagonista indiscusso di Forza Italia non lo rendono un vero leader, c’è una parte di classe dirigente azzurra che non lo gradirebbe come coordinatore regionale.
E’ stato Nello Musumeci a parlare di fantasia politica sulla scia dell’accordo tra Forza Italia e Italia Viva, le priorità della politica dovrebbero, dice, essere altre.
E proprio Diventerà Bellissima deciderà a breve se federarsi con il partito di Giorgia Meloni, riconfermando così la candidatura alla presidenza per il prossimo mandato di Musumeci, dall’altra parte i leghisti vorrebbero esprimere una propria candidatura con Nino Minardo.


L’ultimo anno di legislatura è delicato, quello in cui i siciliani si aspettano uno scatto in più e poco si appassionano al balletto dei nomi, le ultime polemiche sono state servite da due deputati, Angela Foti e Sergio Tancredi, che si sono rifiutati di esibire il green pass una volta arrivati all’ARS. Tancredi ha sostenuto che trattandosi di deputato eletto in rappresentanza dei cittadini deve poter accedere all’aula senza esibire la carta verde, che viene rilasciata a seguito di vaccinazione o di tampone con esito negativo. A Tancredi, ex Movimento Cinque Stelle e ora in Attiva Sicilia, sfugge che non esistono ruoli pubblici che pongano un deputato sopra la legge o che autorizzi lo stesso a non rispettarla. La norma è molto chiara, del resto se un cittadino qualunque è chiamato ad esibire lo strumento del green pass al ristorante o presso il luogo di lavoro ben non si comprende perché Tancredi e la Foti dovrebbero volare tre metri sopra i comuni mortali. In molti dei loro colleghi deputati parlano di operazione elettorale, per attirare le attenzioni della stampa su di se e quindi far parlare dei due.



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