Ritorno a scuola, presidi nel panico. Incertezza in Sicilia
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Lunedì in Sicilia dovrebbero riaprire le scuole, ma è caos.
I contagi sono alle stelle, e Sindaci e presidi chiedono la didattica a distanza. I Sindaci per calmare gli animi esacerbati dei cittadini, che devono nelle scuole dei potenziali focolai (in realtà, finora, i dati dimostrano che i contagi originati a scuola sono pochissimi, ma con questi numeri è chiaro che aumenteranno ...), i presidi perchè devono fare il conto con il personale che manca, tra malattie, quarantene e una piccola sacca di insegnanti no - vax, per i quali sarebbe prevista la sospensione (ma che tra malattia, ferie, e alcuni trucchi, fanno di tutto per evitarla).
La Regione, poi, ammette di non poter assicurare i controlli nelle scuole imposti dalle nuove norme di Draghi. Se si torna all'obbligo di tamponi a tappeto in presenza di un positivo in classe, allora i problemi sono enormi. Perché considerando il numero dei positivi si rischia di non poter garantire questi controlli. La norma, infatti, in presenza di un alunno positivo, impone di fare subito un tampone a tutti i compagni e un secondo test cinque giorni dopo.
Ma chi può decidere per la Dad? Fin quando la Sicilia è in zona gialla nemmeno il presidente della Regione ha il potere di decidere di tornare alla didattica a distanza. Questo potere ci sarà se andremo in zona arancione o rossa.
Oggi o domani la Regione dovrebbe dare nuove direttive ai presidi e dunque sciogliere la riserva sulla Dad entro lunedì.
Un gruppo di dirigenti scolastici ha lanciato un appello al presidente del Consiglio, Mario Draghi e al ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi per chiedere un posticipo di due settimane del rientro in classe. Una misura precauzionale in considerazione dell’alto numero dei contagi.
“Siamo andati incontro alle richieste delle Regioni. Le regioni avevano chiesto che per la scuola superiore dopo tre casi si potesse andare in didattica a distanza, e questo è stato accertato per 10 giorni, un tempo determinato. Anche nel caso della scuola è stata una discussione molto articolata e molto serena, che si è conclusa con l’unanimità. La scelta di fondo è che si torni a una scuola in presenza e in sicurezza. Le misure sono divise in base alle fasce d’età e delle condizioni vaccinali”, ha commentato il Ministro Patrizio Bianchi.
Fra le misure previste dal decreto, c’è il potenziamento delle attività di screening, anche attraverso lo stanziamento di risorse (oltre 92 milioni) per consentire alla popolazione scolastica in autosorveglianza di effettuare i test gratuitamente in farmacia e nelle strutture convenzionate.
È già partita, inoltre, ricorda il Ministero dell’Istruzione, la distribuzione di mascherine ffp2 al personale “preposto alle attività scolastiche e didattiche nelle scuole dell’infanzia e nelle scuole di ogni ordine e grado, dove sono presenti bambini e alunni esonerati dall’obbligo di utilizzo dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie”.
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