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25/03/2022 06:00:00

Marsala, l’app per le segnalazioni che il Comune non sa utilizzare

 Ad Assemini, comune di 25 mila abitanti in provincia di Cagliari, più di 7 mila persone hanno scaricato un’applicazione che permette a tutti i cittadini, tra le altre cose, di segnalare buche, rifiuti, disservizi, qualsiasi cosa che non va, al Comune. In due anni sono state inviate quasi 2 mila segnalazioni.

Anche Marsala ha la stessa app, peccato che nessuno lo sappia. E peccato che il Comune non sappia usare quest’app.


Si chiama Municipium, ed è un’app utilizzata da centinaia di Comuni italiani e fornita dal gruppo Maggioli.
L’app si scarica dai principali store digitali, gratis, e per ogni Comune si trovano diverse informazioni, dal calendario della raccolta differenziata, agli eventi, le comunicazioni del Comune, le informazioni turistiche. C’è anche la sezione sondaggi.
In più c’è una sezione che se utilizzata bene sarebbe utilissima. Quella delle segnalazioni.
Una buca, un disservizio idrico, un lampione fulminato, rifiuti non raccolti, micro discariche, erbacce. Solo alcuni esempi delle cose che si potrebbero segnalare a Marsala. E sarebbe facilissimo, appunto. Apri l’app, vai in “Segnalazioni”, scrivi la segnalazione, il luogo, il nome e il recapito, alleghi la foto, e invii. Il tutto senza bisogno di andare al Comune, protocollare richieste, o chiamare via telefono facendosi smistare per questo o quell’altro ufficio.
O ancora sarebbe il modo per debellare una vecchia ma sempre utilizzata prassi che sta alla base dei favoritismi e delle clientele. C’è una buca nella strada davanti casa? Si chiama il consigliere X, l’assessore Y, per farla sistemare. E al diavolo le procedure.

 

Peccato, però, che quest’app per il Comune di Marsala è come se non ci fosse.
L’amministrazione Grillo non riesce a farla funzionare.

Nei giorni scorsi il consigliere Gabriele Di Pietra, con Leo Orlando, ha presentato un atto di indirizzo all’amministrazione.
“Ci sono problemi che potrebbero essere risolti senza clientele”, dice Di Pietra.

“E’ impensabile che nel 2022 vi sia ancora una mentalità in città, anche tra le istituzioni, secondo la quale riferire al consigliere o all’assessore una segnalazione sia la strada più semplice, la scorciatoia. Così non deve essere. Il ruolo dell’assessore o del consigliere non è quello di facilitare le segnalazioni, come la riparazione di una buca. Nel 2022 non si può avere poca trasparenza e chiedere la cortesia, per un lampione o per una buca. Questi sono diritti dei cittadini. Il cittadino ha diritto di poter sapere in tempo reale se la propria segnalazione è stata presa in carico, chi la sta gestendo, quanto tempo ci vorrà per riparare il disservizio. Trasparenza è anche questo. Mettere ordine alle piccole cose”, dice Di Pietra.
Eppure il Comune spende ogni anno una retta alla Maggioli per essere inseriti nell’app.

 

 


Così i consiglieri hanno chiesto all’amministrazione Grillo di attivarla.
Ma le cose non sono semplici, come ha riferito in aula il vice sindaco Paolo Ruggieri, secondo il quale “l’app è attiva, funzionante, al 100% dal febbraio 2021”.
Allora qual è il problema? “L’app ha bisogno di chi la sappia far funzionare, chi possa seguire le segnalazioni”. E a quanto pare al Comune non c’è nessuno. “Abbiamo grande carenza di organico. Occorrerebbe avere più risorse per poter rispondere adeguatamente. Ma abbiamo intenzione di pubblicizzarla. Le segnalazioni però arrivano…”, aggiunge il vice sindaco.


Le segnalazioni arrivano, ma nessuno le legge.
Però ci si riempie la bocca, e si scrivono pagine di programmi elettorali, sull’essere smart city e sulla digitalizzazione.

 



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