Sicilia. I 5 Stelle divisi alla prova delle primarie. Ma il centrodestra continua a litigare
E’ imploso il Movimento Cinque Stelle, le amministrative del 12 giugno consegnano i pentastellati ad una cocente sconfitta ma anche ad una necessaria riflessione su quello che deve essere il M5S, se ancora sarà qualcosa.
Le divisioni interne e gli abbandoni potrebbero creare una ulteriore scissione interna.
In Sicilia adesso ci sono da affrontare le elezioni regionali, il centrosinistra andrà al gazebo il 23 luglio, lasceranno alle primarie l’indicazione del candidato presidente della Regione, i nomi in questo momento sono quelli di Caterina Chinnici, Pietro Bartolo, Claudio Fava, Giancarlo Cancelleri.
Per il centrodestra al momento c’è una grande spaccatura al suo interno e l’unico nome è quello di Nello Musumeci per un bis, più voluto dall’attuale entourage del governatore e di Giorgia Meloni che del resto della coalizione.
Matteo Salvini ha già messo le mani avanti: a decidere sul candidato presidente saranno i siciliani senza alcuna imposizione che viene da Roma, lo ha affermato durante un incontro con Roberto Lagalla, la Lega è stata con il simbolo di “Prima l’Italia” parte attiva alle amministrative di Palermo, seppure la lista si è attestata al 5%.
Salvini non disdegnerebbe una alleanza con Cateno De Luca, che lo ha portato ad eleggere a primo turno il nuovo sindaco di Messina, Federico Basile.
De Luca è in campo e ci resterà, spera di sfidare direttamente Musumeci, e dopo il successo della sua città a chiamarlo è stato tutto il parterre politico, con cui dovrà confrontarsi per arrivare poi a Palermo.
Lo aveva già dichiarato Gianfranco Miccichè che, dopo il risultato di Messina, non si sarebbe potuto fare finta di non vedere la crescita esponenziale di De Luca.
La questione regionali si aprirà subito dopo la nomina della giunta palermitana, il sindaco Lagalla ha chiesto ai partiti una rosa di nomi tra cui poi sceglierà gli assessori, l’insediamento è previsto per lunedì 20 giugno alle 9. Forza Italia ne dovrebbe esprimere 2, tra cui Francesco Cascio vicesindaco, altri due in quota Fratelli d’Italia, 2 per l’area di centro dove ci sono anche i renziani, uno solo per la Lega. Resta fuori l’UDC che porta a Palazzo delle Aquile il sindaco ma la lista non riesce a superare lo sbarramento. In totale gli assessori saranno 11, 4 di questi saranno di diretta indicazione del sindaco, possibilmente saranno tecnici .
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