Altro che "libero dai partiti". Massimo Grillo è in alto mare con il rimpasto di giunta
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Di settimana in settimana si aspetta la nuova giunta a Marsala, il sindaco Massimo Grillo non è libero dai partiti così come aveva fatto intendere, ha avviato delle chiare interlocuzioni con la maggioranza che lo ha sostenuto a cui ha chiesto i nomi degli assessori.
Tra nuovi e vecchi incarichi, tra un rimescolamento anche di deleghe in mezzo c’è pure l’azzeramento della giunta, che avrebbe chiesto qualche partito, come Forza Italia.
Ma non basta, il sindaco non ha ancora preso una decisione e dunque tutto rinviato al 23 di gennaio.
Di rinvio in rinvio, come se tutta l’amministrazione vivesse su Marte o avulsa dal contesto sociale, c’è una città che cola a picco, con assessori e sindaco che hanno già raggiunto il peggiore picco di impopolarità.
Solo chi non si confronta con la città, con i propri cittadini non ha idea dell’opinione pubblica: se assessori e sindaco non ne hanno la percezione o non svolgono bene la loro funzione oppure, più semplicemente, se ne fregano. Delle due l’una. E in ogni caso la figura è pessima, magari salvare la dignità politica sarebbe già qualcosa. Ma per salvarla bisogna averla e qui al momento c’è solo un gruppo di assessori legati profondamente alla poltrona.
Quale sia davvero il loro ruolo non si è ancora ben capito, a parte prendere ordini dal capo della città.
Niente mani libere, dunque, e la città non si aspetti eccellenze tra i nomi dei nuovi assessori, altrimenti non si sarebbe perso tutto questo tempo.
L’unica posizione chiara l’ha presa l’onorevole Stefano Pellegrino, più volte cercato dal sindaco ha detto chiaramente che non è più interessato al progetto, che non condivide più il percorso e che pertanto è fuori il governo della città.
Se tutto andrà bene il 23 gennaio si avrà un sussulto, un nuovo innesto in giunta. Dovrebbe entrare per Fratelli d’Italia l’avvocato Ignazio Bilardello ma non in sostituzione di Michele Milazzo, visto che in quota meloniana non lo è mai stato, e poi Ivan Gerardi che però non si vuole dimettere da consigliere comunale, non ha un partito ma uno sponsor: Enzo Sturiano.
La libertà del sindaco è finita lì dove i partiti hanno i numeri e dettano la linea, e se Grillo vuole tentare la ricandidatura ha bisogno dei partiti, delle liste, dei consensi che portano, dei candidati. Dimentica però che più di ogni altra cosa ha bisogno di riprendere il rapporto con una città che oggi è, amaramente, pentita di averlo votato.
Riannodare il filo è difficile.
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