Quantcast
×
 
 
22/03/2023 06:00:00

  Marsala. Grillo fa saltare l’accordo su Itet e Università. Che succede ora?

Giù la maschera. Il sindaco di Marsala, Massimo Grillo, è ormai recordman di marce indietro e “ripensamenti”. Lo ha fatto, appoggiato dal presidente del consiglio comunale Enzo Sturiano, anche su una delle questioni più delicate in città, e per la quale negli ultimi anni si sono studiate tante soluzioni trovandone, finalmente, una. Cioè dare un edificio idoneo all’Itet Garibaldi.


La questione dell’ex Istituto Commerciale è nota, generazioni di studenti e docenti sono costretti a fare lezione nell’edificio non idoneo di via Trapani, in affitto da oltre 40 anni.
Abortita l’ipotesi di trasferimento all’ex Tribunale di Marsala, dopo tanti sopralluoghi, pareri, riunioni tra Comune, Libero Consorzio e Università si era trovata una soluzione per riuscire ad incastrare più esigenze. Cioè: Il Convitto Audiofonolesi resta in via Grotta del Toro, l’Itet di via Trapani si sposta nell’edificio di via Dante Alighieri occupato dalla Facolta di Viticoltura ed Enologia, e quest’ultima andava in una struttura individuata dal Comune, cioè il palazzo di Marsala Schola, in centro storico.


Il sindaco Grillo qualche giorno fa, però, in consiglio comunale ha riferito che l’accordo salta, perchè i locali di Marsala Schola non vanno bene per l’Università e bisogna trovare un’altra soluzione. Allora, secco, Grillo ha detto che non è d’accordo al trasferimento dell’Itet nell’edificio occupato dalla Facoltà di Enologia. E manda in fumo gli accordi presi e sottoscritti, sfrattando, di fatto, gli alunni del Commerciale. Infatti, secondo gli accordi presi ormai diversi mesi fa, l’Itet si sarebbe dovuto trasferire già a partire dal prossimo anno scolastico, perchè l’ex Provincia non può più pagare l’affitto e perchè il proprietario dell’immobile di via Trapani ha “chiesto” i locali.

All’ennesimo passo indietro del sindaco Grillo c’è stata la risposta della dirigente dell’Itet, Loana Giacalone, che ha raccontato i fatti, come sono andati realmente, al di là delle “mistificazioni” del sindaco. Tra le altre cose la dirigente ricorda di quando il sindaco Grillo, davanti all’ipotesi di trasferimento dell’Itet nell’edificio di Marsala Schola (poi tecnicamente impossibile), disse che “aveva altri piani”. Ora, ha cambiato nuovamente piani.

Un passaggio della lettera, che potete leggere qui integralmente, è importante: “ La verità è che a farne le spese di questo vergognoso teatrino siano sempre i ragazzi, che, a differenza di quanto affermato da altro consigliere comunale, non sono mai stati fuori posto e sempre morigerati nei modi e nelle reazioni, anche quando avevano legittimamente ragione e a cui si poteva di certo risparmiare lo spettacolo indegno di un consiglio comunale che si chiude addirittura minacciosamente con la ventilata ipotesi della sottrazione addirittura anche della sede, storica, quella di via Fici, sottratta da chi dovrebbe rappresentare il massimo riferimento civico”. La dirigente ricorda il decreto sul trasferimento dell’Itet in via Dante Alighieri a partire dal prossimo anno scolastico. E aggiunge che “quello che avverrà in maniera diversa da ciò sarà frutto di logiche che sono estranee ai principi di legalità e chi prenderà tali contrarie decisioni se ne prenderà tutte le colpe e le responsabilità. A tutti i livelli”.

Anche il Commissario Straordinario del Libero Consorzio, che ha competenza sull’edilizia scolastica delle scuole superiori della provincia, ha risposto al sindaco Grillo con il quale si sono incontrati nei giorni scorsi. All’incontro oltre al sindaco c’era anche il presidente del consiglio comunale e alcuni consiglieri. Tutti hanno proposto di far restare in via Dante Alighieri la facoltà di Enologia e portare l’Itet nei locali di Marsala Schola.


Il commissario Raimondo Cerami, si è detto “sorpreso della proposta avanzata dalla politica marsalese” ma “comprendendo le difficoltà del Sindaco di Marsala nei confronti della comunità amministrata per non essere riuscito a trovare, come da impegni assunti, dei locali di proprietà comunale idonei per accogliere le classi ed i laboratori del Corso universitario di Enologia, ha alla fine dichiarato la propria disponibilità a riaprire il tavolo tecnico per discutere sui termini di utilizzo dei locali di Marsala Schola”. Il commissario dell’ex Provincia, però, resta fermo su due punti. “Il rispetto del crono- programma dei lavori da eseguire nell’immobile di via Dante, i cui ritardi possono creare pregiudizi all’Ente, l’immediato rilascio al legittimo proprietario dei locali in affitto di via Trapani”.
Cerami e il Sindaco di Marsala con il coinvolgimento dei tecnici dei rispettivi Enti hanno quindi convenuto di “valutare concretamente e con immediatezza se vi sono le reali condizioni tecniche ed economiche per utilizzare i locali di Marsala Schola, così da contemperare i diversi interessi pubblici in gioco”.


Ieri l’ultimo bluff del sindaco Grillo che parla di “risultato raggiunto”.
Dice il sindaco: “Abbiamo trovato e comunicato oggi al Rettore Massimo Midiri una soluzione che potrà permettere, se l’Università di Palermo la riterrà sostenibile, di mantenere il Corso di Laurea in Viticoltura ed Enologia nella nostra città, in locali adeguati allo scopo”. Il sindaco Grillo esce allo scoperto definendo “irragionevole” e “irrazionale” la “proposta” di trasferimento dell’ITET G. Garibaldi presso i locali che attualmente ospitano l’università. Anche se non si tratta di “proposta”, ma di un accordo preso e sottoscritto. Grillo dà per certa l’apertura di un nuovo, l’ennesimo, tavolo tecnico. “Buona notizia perché segna l’abbandono di un approccio meramente burocratico e l’apertura finalmente al dialogo e all’ascolto del territorio”, dice il sindaco.
Ma oggi, con l’ennesimo cambio di rotta del sindaco, il rischio è che vadano in fumo mesi di lavoro, riunioni, tavoli tecnici, per riuscire ad incastrare spostamenti e una soluzione per l’Itet. Una soluzione che si aspetta da anni, e che adesso sembra di nuovo a rischio. Con centinaia di studenti che ancora ancora una volta perdono la fiducia nelle istituzioni, incapaci di trovare risposte.