Agosto risuona a Selinunte
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Non passa giorno senza che lo scontro tra Valerio Antonini e il sindaco di Trapani, Giacomo Tranchida, non trovi nuovi campi di battaglia. Dopo il Palashark, l’aria condizionata, le utenze e le accuse incrociate, adesso è il turno… dei rifiuti.
Tutto nasce da un post del consigliere comunale di opposizione Tore Fileccia, che segnala l’aumento – lieve ma simbolico – della TARI, la tassa sui rifiuti, approvata dal Consiglio Comunale (un approfondimento lo potete leggere cliccando qui). Antonini prende la palla al balzo e spara il suo nuovo affondo via social: “Come si fa ad aumentare la TARI a Trapani anche di 1 centesimo di euro. Una delle città con il peggior livello di pulizia e decoro che abbia mai visitato”.
Il presidente del Trapani Shark e del Trapani Calcio rincara la dose: centro storico sporco, periferie abbandonate, spiagge e parchi trascurati, edifici pubblici in degrado. E, mentre si aumentano le tasse, il Comune assumerebbe consulenti “per centinaia di migliaia di euro”, lasciando intendere – con la solita allusione – favori e clientelismi.
Tranchida risponde con un lungo post su Facebook, che sembra scritto con il sangue amaro e la penna di Machiavelli. Non lo nomina, ma il bersaglio è chiarissimo: “Gentilissimo X imprenditore, registro che qualcuno del ‘quartierino’ prova allergia per le tasse...”
Il Sindaco accusa senza mezzi termini quelli che definisce “furbetti del quartierino”: chi può permettersi tutto, ma non paga nulla. E chi, tra bollette non pagate e inadempienze varie, rischia di gravare sulla collettività: “Se anche lei, che invece può, non contribuisce per legge e regolamenti a quanto previsto dalla fiscalità locale, mette in difficoltà una intera comunità.”
Il riferimento è chiaro: Antonini non ha ancora pagato i 120 mila euro richiesti dal Comune per luce e acqua del Palashark, impianto ottenuto in concessione e ristrutturato con fondi propri – come lui tiene a ricordare in ogni sede. Ma resta il fatto che l'obbligo contrattuale non è una questione d'onore, ma una norma da rispettare.
Antonini nel frattempo rilancia e promette fuochi d’artificio per il 4 luglio, giorno della sua annunciata conferenza stampa: “Trapani non si merita quello che vediamo e sentiamo ogni giorno. Adesso o mai più.”
Non è chiaro se sia una dichiarazione d’intenti o l’ennesimo aut aut. Ma nel frattempo, tra "gentaglie", "truffatori", "ripicche" e "furbetti", il dibattito pubblico trapanese sembra ridotto a una schermaglia permanente tra due primedonne in cerca di legittimazione.
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