Trapani, droni già in volo, e chi sporca rischia fino a 10.000 euro di multa
Trapani: altro che sperimentazione: il drone del Comune è già operativo e ha cominciato a scovare gli incivili che abbandonano rifiuti in città. “A tia taliu”, ti sto guardando, non è solo uno slogan ma una promessa (o minaccia, a seconda dei punti di vista). E con le nuove sanzioni fino a 10.000 euro, non si scherza più.
È stato presentato ufficialmente il nuovo centro operativo della Polizia Locale, realizzato con i fondi del Fondo Unico di Giustizia. Una struttura dotata di software per l’analisi in tempo reale delle segnalazioni dei cittadini e di un servizio di sorveglianza aerea affidato al drone ad alta risoluzione, operativo anche di notte. Un’inaugurazione in pompa magna, con la presenza del prefetto Daniela Lupo, dei vertici militari e delle autorità giudiziarie.
Il sindaco Giacomo Tranchida, come suo solito, ha messo insieme toni istituzionali e stoccate alla cittadinanza poco collaborativa: «Fino a quando non mi stacca il telefono, sono operativo H24. Abbiamo investito su questo servizio perché non si può presidiare tutta la città. Ma se il cittadino trapanese non diventa il primo vigile della sua strada, non ce la faremo mai».
Il drone, invece, ce la fa benissimo: ha già portato a due sequestri di aree usate come discariche, tre denunce e diversi fascicoli aperti. I voli sono autorizzati da ENAC e nel pieno rispetto della privacy, ma capaci di registrare immagini talmente dettagliate da identificare anche la persona, non solo la targa. Il comandante della Polizia Locale, Ignazio Bacile, chiarisce: «Chi viene colto in flagranza rischia grosso. Sanzioni da 2.500 a 10.000 euro, sequestro del mezzo e iscrizione nel casellario penale. Altro che “tanto non succede nulla”».
Dall'inizio dell'anno sono stati effettuati 229 controlli su veicoli abbandonati, 105 su rifiuti, 28 attraverso le telecamere fisse. Le segnalazioni dei cittadini sono preziose – e possono avvenire anche via WhatsApp, in semi-anonimato – perché aiutano a costruire una mappa dell'inciviltà urbana.
Il vero paradosso? Lo dice Tranchida: «Facciamo il lavoro, ma le sanzioni incassate vanno allo Stato o alla Provincia. Il Comune paga le bonifiche, ma non incassa un euro. E così quei milioni che potremmo usare per pulire in 15 giorni, li spalmiamo in tre mesi». E ancora: «Con lo stesso denaro potremmo raddoppiare gli operatori ecologici. Invece ci tocca rincorrere l’emergenza».
Nel frattempo, si cerca di colmare il gap di personale: oggi la Polizia Locale conta appena 35 unità, contro le 90 necessarie. Tranchida promette assunzioni dopo il consuntivo. Ma intanto, si va avanti con chi c’è. E con il drone.
Chiudono il cerchio le parole del comandante Bacile, che sfata ogni leggenda metropolitana: «Anche buttare il bicchiere di plastica a terra è un illecito. E se vi beccano, non vi basta pagare la multa: vi portate pure un precedente penale».
Nel dubbio, meglio non sporcare. O almeno, guardarsi bene intorno. Perché “a tia taliu”, e stavolta non è uno scherzo.
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