Cuffaro festeggia il matrimonio del figlio il 19 luglio: polemiche per la data
Il 19 luglio, giorno in cui l’Italia ricorda la strage mafiosa di via D’Amelio e onora la memoria del giudice Paolo Borsellino e degli agenti della sua scorta, a San Michele di Ganzaria si è celebrato un altro evento: il matrimonio del figlio di Totò Cuffaro, ex presidente della Regione Siciliana, condannato in passato per favoreggiamento a Cosa nostra.
Una data simbolica, quella del 19 luglio, che ha fatto scattare polemiche e indignazione. Non tanto per la cerimonia in sé, quanto per il significato che assume nel contesto siciliano e nazionale. A far discutere è stata anche la presenza di importanti esponenti politici alla festa, come il presidente dell’Assemblea regionale siciliana Gaetano Galvagno (Fratelli d’Italia), assente invece alle commemorazioni ufficiali che si sono svolte a Palermo, sia in via D’Amelio che nella caserma Lungaro.
In un clima già reso teso dalle recenti inchieste giudiziarie che coinvolgono diversi esponenti del centrodestra siciliano, la scelta di partecipare alla festa invece che alle cerimonie istituzionali ha sollevato ulteriori interrogativi sul senso delle istituzioni e sul rispetto per le vittime della mafia.
Galvagno, indagato per corruzione, è apparso sorridente in alcuni selfie pubblicati sui social, con cappellino da baseball e look informale, immerso tra i duemila invitati al matrimonio di Raffaele Cuffaro. Un’immagine che stride con l’atmosfera di dolore e memoria che, nello stesso momento, si respirava a Palermo.
Totò Cuffaro, oggi leader della Nuova Democrazia Cristiana, ha firmato personalmente gli inviti alla cerimonia. Per la sua famiglia – dicono fonti vicine all’entourage – la coincidenza di date non sarebbe stata rilevante. Ma la reazione pubblica dimostra il contrario.
In molti si sono chiesti se non fosse possibile evitare questa sovrapposizione simbolica, in un giorno in cui la Sicilia dovrebbe unirsi attorno al ricordo di chi ha perso la vita per combattere la mafia. Anche perché, nel caso di Totò Cuffaro, non si tratta solo di un politico, ma di un ex detenuto condannato con sentenza definitiva per reati legati proprio alla criminalità organizzata.
Il contrasto tra memoria e mondanità si fa così ancora più evidente. E la Sicilia, che ogni 19 luglio cerca di ritrovare il senso profondo della legalità e del sacrificio, si trova ancora una volta a fare i conti con la retorica della “normalizzazione” e della rimozione.
Il matrimonio, come ogni festa, è un momento privato. Ma in Sicilia, certe date non possono essere solo un dettaglio del calendario.
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