Trapani Pride, la voce di Vincenzo Lombardo: “Mostreremo che non è una carnevalata”
C’è una domanda che torna spesso ogni volta che si parla del Pride di Trapani, in programma il prossimo 26 luglio. Una domanda che sembra ingenua, ma che rivela il cuore di questa battaglia: “Perché ne parlate?” O peggio: “Ma non avete altro di cui occuparvi?” E la più ipocrita di tutte: “Ma non hanno già tutti i diritti?”
È proprio per queste domande, per i commenti offensivi e i pregiudizi che emergono appena il tema viene toccato, che il Pride continua a essere necessario. Non è una carnevalata, non è un evento superfluo. È una manifestazione di diritti, visibilità e dignità, in un territorio che per la prima volta ospita una manifestazione del genere.
“Per noi è una grande emozione aver collaborato alla realizzazione del primo Pride provinciale” racconta Vincenzo Lombardo, 31 anni, volto di Shorùq Arcigay Trapani. “È importante lanciare un messaggio: far capire a tutti che non siamo in una società così chiusa come spesso si pensa. C’è partecipazione e voglia di cambiamento, soprattutto tra le nuove generazioni.”
Vincenzo è tornato da un anno a Trapani, dopo otto anni tra Torino e Milano. Vive a San Vito Lo Capo e ha trovato nell’associazione un luogo di confronto e sostegno: “Trapani mi ha sorpreso. Ho visto più coesione rispetto ad altre città. Il Pride non è una carnevalata come tanti dicono: sarà un momento per mostrare la normalità e la voglia di coesione di questo territorio. Sul palco ci saranno organizzazioni, interventi, spettacoli. Mostreremo che è tutto normale.”
Parlando delle sfide ancora aperte, Lombardo sottolinea l’importanza dei diritti legati alla transizione di genere: “Abbiamo attivato un centro per supportare le persone in questo percorso, che non è facile né fisicamente né psicologicamente. È un punto centrale per noi.”
Un altro fronte è quello delle famiglie arcobaleno e dell’educazione nelle scuole: “Entrare nelle scuole, parlare di queste realtà, confrontarsi con le famiglie è fondamentale per costruire una società più consapevole e inclusiva. Per questo abbiamo invitato anche tutti i Comuni della provincia a partecipare, per aprire un dialogo con le istituzioni.”
Sul confronto tra Nord e Sud, dopo aver vissuto a Torino e Milano, Lombardo riflette: “Nelle grandi città si ha modo di confrontarsi con più persone, ma anche lì alcune cose non sono così definite. Penso sia un problema italiano e del contesto politico attuale. I Pride servono perché ancora oggi ci scontriamo con indifferenza o, peggio, odio.”
Dal 15 al 24 luglio Trapani e la provincia vivranno dieci giorni di incontri, cultura, arte, musica e orgoglio LGBTQIA+. Un percorso di eventi diffusi che culminerà il 26 luglio con la parata finale del primo Trapani Pride.
“Mostreremo che non è una carnevalata, ma un momento per far vedere che la coesione, la normalità e il rispetto sono possibili anche qui” conclude Lombardo.
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