Trapani, primo giorno tra bagni insufficienti e cantieri nelle scuole
Un solo bagno per 150 bambini alla San Francesco d’Assisi, un’unica uscita di emergenza, aule ricavate con tramezzi senza finestre, cantieri aperti in mezzo agli studenti e mense ancora inagibili. Alla Livio Bassi non va meglio: niente impianti di condizionamento, prospetti ancora incompleti, finestre che devono restare aperte per il caldo con la polvere che entra nelle classi, bagni rialzati senza grate di protezione. È con questo quadro che si è aperto il nuovo anno scolastico a Trapani.
A denunciarlo, nel corso di un’ispezione, sono stati il presidente provinciale di Fratelli d’Italia Maurizio Miceli e il consigliere comunale Nicola Lamia. “Questa è una grave assenza di programmazione – ha detto Miceli –. Ci ritroviamo con cantieri in mezzo ai bambini, sale mense inagibili e il servizio di refezione che partirà solo dai primi di ottobre. Non sono condizioni in cui si possa garantire il diritto allo studio”.
Miceli ha ricordato che già a marzo era stata presentata un’interrogazione in Consiglio comunale. “Avevamo chiesto lo stato dei lavori – ha sottolineato – perché quando si aprono cantieri in tutte le scuole senza alternative si rischia di arrivare a settembre così. Il sindaco ha mandato una prima circolare a giugno, poi a settembre un’altra, dividendo gli alunni tra Livio Bassi e San Francesco, entrambe in condizioni precarie. È mancata chiarezza e ancora oggi non ci sono tempi certi”.
Fratelli d’Italia ha annunciato che continuerà a monitorare la situazione, in particolare in vista dell’avvio del servizio mensa. “Un bambino non può mangiare con la polvere che arriva dalla finestra perché fa troppo caldo – ha aggiunto Miceli –. Torneremo a verificare le condizioni”.
La replica arriva dall’assessora alla Pubblica Istruzione Giulia Passalacqua, entrata in carica pochi giorni fa: “Comprendiamo i disagi che molte famiglie e studenti stanno vivendo e desidero esprimere le mie scuse personali a nome dell’Amministrazione. Sappiamo che la riorganizzazione degli spazi e i trasferimenti temporanei possono creare difficoltà, ma è un sacrificio necessario. Stiamo affrontando una fase straordinaria, resa inevitabile dai cantieri, per restituire scuole più sicure, moderne e inclusive. La pazienza richiesta oggi sarà ripagata con ambienti che risponderanno meglio alle esigenze educative e di crescita dei nostri ragazzi”.
Un inizio tra polvere, rumori di lavori e spazi adattati, dunque, ma con la promessa che i sacrifici di questo settembre serviranno a garantire in futuro ambienti scolastici più sicuri.
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